INRI: Nasce, muore e risorge

Era il 2003 quando Dade e Poldo, sul balcone di una casa che affaccia sui giardini reali di Torino, fumando rispettivamente una Camel Light e un Montecristo, guardavano sgomenti la polizia in antisommossa sgomberare il Fenix . Tutto cominciò li.

“Ci rimane solo l’arte per protestare. Un covo di creativi, disadattati, perdigiorno. È così che cambieremo le cose. Si chiamerà INRI: Istinti Non Ritenuti Idonei “.
Ecco, INRI nacque lì, alla fine di quella sigaretta e di quel Montecristo.
Purtroppo morì la settimana seguente. La vita ti mette alle strette, e purtroppo l’affitto non si paga né con i quadri, né con le canzoni. Rimasero però un pugno di t-shirt nere, con la scritta INRI stampata in bianco. Ora sono passati 8 anni, e INRI è risorta, e stavolta non è solo più una scritta su una maglietta.

“C’è sicuramente un po’ di ‘AntiAnti’ in INRI. È un luna-park dove sfogare gli istinti creativi che per ora avevo soffocato per mancanza di tempo. L’idea di base è quella di produrre realtà artistiche, in qualsiasi forma esse siano: musicisti, pittori, illustratori, videomaker, ballerini, cuochi, falegnami, disoccupati, perditempo, non importa! … L’importante è che abbiano qualcosa da esprimere, e che a noi piaccia cosa e come lo esprimono.” (AntiAnti)

INRI quindi è sicuramente un etichetta discografica. La prima uscita è “Nostalgina”, il debutto di Bianco, ed è già disponibile in digitale su INRITORINO.COM, e a breve partiranno le prossime 2 produzioni: The Cyborgs (Roma) e I Treni All’Alba (Torino).

INRI ha come fondamento l’arte e la cultura, e la cultura ha come fondamento il rispetto, ed è proprio per questo che il nome ‘INRI’ non vuole essere in nessun modo anti-cattolico.

Fonte: Comunicato Stampa

Scroll To Top