Internet: La porno-tax arriva anche sul web

Ve ne avevamo già parlato in questa pagina
Ora, il prelievo del 25% sui guadagni di chi lucra sulla pornografia vale anche per Internet. È quanto ha stabilito il consiglio dei ministri venerdì scorso, approvando il decreto attuativo che prevede extra–imposte per disincentivare la produzione e vendita di materiale pornografico e lo sfruttamento della credulità popolare.

La manovra anti-crisi prevede l’applicazione dell’addizionale sui prodotti «in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti», nonché sulle emittenti che le trasmettono.

Stranezze ed incongruenze della politica italiana: prima limita e vieta la pornografia, poi la tassa. Ma v’è di più! L’articolo in questione, il 31 del decreto legge 185/08 (poi convertito nella legge 2/09) rimanda a un decreto proposto niente poco di meno che dal…. Ministro dei Beni Culturali!

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