Ismael: Disponibile da ora su YouTube “Canzone Della Volpe”

Un cacciatore. Gli spazi silenziosi e ed eterni dei boschi sull’Appennino emiliano. E un misterioso animale. Sono questi gli elementi del nuovo videoclip degli Ismael realizzato per il brano “Canzone Della Volpe” dal videomaker Martino Pinna con la partecipazione di Giulio Golfarelli nel ruolo del cacciatore.
Il video è ambientato in uno dei luoghi cari all’immaginario della band emiliana, il bosco, e l’animale misterioso che si aggira fra gli alberi (e che potrebbe essere una volpe ma anche no) va ad aggiungersi ai tanti animali che contraddistinguono le canzoni dell’ultimo disco degli Ismael, “Tre“, da cui proviene “Canzone della volpe”.

A me interessava lavorare a un video in uno degli ambienti che gli Ismael conoscono bene, in casa loro insomma – racconta il videomaker Martino Pinna – per me l’aspetto del bosco è importante. Ma non saprei nemmeno spiegare il perché, ho semplicemente provato a raccontare una piccola storia evocativa partendo da alcuni elementi più o meno espliciti nel testo della canzone“. Il regista sardo non è nuovo ad espressioni cinematografiche ambientate in luoghi solitari, silenziosi e abbandonati. Nel 2013 ha infatti pubblicato in Common Creative il mediometraggio “Adiosu” (http://vimeo.com/75515031), film straordinariamente evocativo che racconta la storia di un personaggio, forse di origine extraterrestre, che si aggira per alcuni luoghi abbandonati della Sardegna in un tempo non ben definitivo.

Ora le visioni di Pinna incontrano le metafore naturalistiche dei testi di Sandro Campani, scrittore e voce del gruppo, che racconta così “Canzone della volpe”: “Il senso del brano è che i sentimenti nascono spesso dall’egoismo e incarcerano sempre qualcuno, e dire a qualcuno ‘ho bisogno di te’ è una forma di sadismo. Una forma subdola di dominio. Qua mi metto nei panni del carceriere che, cosciente di questo, si giustifica e si assolve. E dice alla volpe (che dovrebbe essere quella furba e invece è prigioniera): hai persino l’uva, quella a cui per tradizione fiabesca non arriveresti mai, te la do io, di mano mia, di che cosa ti lamenti? ‘Tu mangi quando ne ho voglia’ (io) e non quando vuoi tu, che fa il paio con ‘dimmi che cosa ti manca per farmi felice’“.

Fonte: Comunicato stampa

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