John Lennon: il killer si pente ma resta ancora in carcere

Il tizio che l’8 dicembre del 1980 uccise John Lennon con 5 colpi di pistola al petto, torna a chiedere la libertà. Ogni anno, infatti, sostiene di essersi pentito di aver ucciso il Beatle e nonostante abbia scontato del tutto la sua condanna, Chapman sembra destinato a rimanere in carcere.

Sono trascorsi più di 30 anni da quando l’uomo ricevette la condanna nel 1981 che lo condusse a 20 anni di pena. Al termine della sua condanna, il killer di John Lennon iniziò a chiedere di essere liberato, ma nessuno ha mai accolto la sua richiesta. La paura che l’uomo possa ancora esser pericoloso, infatti, è ancora tanta. Persino la moglie di Lennon, Yoko Ono, ha dichiarato di temere per la sua incolumità e quella del figlio Sean. Tra l’altro, nel 1984 il killer di John Lennon scrisse a un poliziotto che lo aveva arrestato di possedere una lista di “personaggi ipocriti” che avrebbe ucciso. In quella lista c’erano i nomi di Jacqueline Kennedy, gli attori Marlon Brando e George C. Scott.

Ma la commissione è stata chiara e tassativa con Chapman: nessuna libertà. Ecco la decisione: «Lei non tornerebbe in libertà senza tornare a violare la legge. Le sue azioni hanno devastato una famiglia, e tutti coloro che amavano la sua vittima, una vittima che verso di lei aveva manifestato grande gentilezza».

Chapman non è l’unico killer ad implorare la libertà. A fargli compagnia c’è anche Sirhan Sirhan, l’uomo che nel 1968 assassinò il senatore Robert Kennedy.

 

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