La bolla anni ’80 dei Baustelle. Il video di “Amanda Lear”

Sono tornati i Baustelle e con loro un’ondata retrò anni ’80 spaventosa. Non nel senso brutto del termine, per dire che il nuovo singolo, “Amanda Lear”, sembra aprire le porte di una stanza rimasta chiusa proprio da quel decenni fino ad oggi.     
Quei sintetizzatori che aprono il brano, il ritornello così soft dance (in stile Baustelle), il richiamo al vinile, la stessa Amanda Lear che, diamine, era alla vetta della sua popolarità new wave proprio in quegli anni lì.
Il video, anche, attraverso le sue atmosfere da discoteca, le parrucche bionde, i balletti, la polvere nell’aria, paga lo stesso tipo di tributo. Anche se si nota che sia troppo moderno per essere uscito direttamente dal 1980. Non possiamo certo dire la stessa cosa della canzone che, premesso ci piaccia parecchio, è la figlia un po’ anziana di una corrente musicale di cui ovunque nel resto del mondo è rimasto ben poco. Anche da qualche anno.
Però, chissenefrega. Godiamoci e coccoliamoci questa piacevole realtà rappresentata dai Baustelle, band che a scrivere canzoni, nella musica e nei testi, ha fatto e sta facendo scuola e rappresenta, senza ombra di dubbio, una punta di diamante per quello che è il nostro amato pop cantautoriale. Forse anche per questa sua attitudine nel voler conservare piccoli aspetti, ma importanti, di realtà ormai sbiadite, non vecchie, ma in disparte, non superate del tutto, ma stabili nella loro bolla che, fortunatamente, è ancora oggi amata dal suo pubblico. E nulla gli importa se sia sempre lo stesso.

 

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