La Festa della musica #senzamusica. La protesta degli operatori del settore

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Nel 1982 La Fête de la Musique promossa dal Ministero della Cultura guidato da Jack Lang invitava musicisti professionisti e amatoriali a suonare, il 21 giugno, per le strade delle città francesi. L’iniziativa, in poco tempo, si espanse a macchia d’olio anche fuori dai confini, catturando grandi centri come Barcellona, Berlino, Lisbona, Madrid, Napoli, Milano, Roma, Losanna o Bruxelles. La Festa Della Musica però, quest’anno, rischia di non celebrarsi, o meglio, si celebrerà, ma senza musica.

La grande crisi economica causata dalla diffusione del Covid-19 ha infatti mietuto una quantità ingente di vittime, specie nel settore dello spettacolo, totalmente abbandonato a se stesso. Per questo motivo nella giornata di sabato 13 giugno è stata lanciata una protesta sui social da “La musica che gira, insieme di tutti gli operatori del settore musicale, dai produttori ai manager, dalle agenzie di booking ai titolari dei live club, dai fonici ai backliner, dagli uffici stampa ai giornalisti passando per gli organizzatori dei festival. E poi, non ultimo dagli artisti, tutti uniti per chiedere al Parlamento di prendere in esame gli emendamenti contenuti nel DL Rilancio per far risollevare il settore e per far si che il 21 giugno non diventi davvero una festa senza musica.

Ed è  proprio #iolavoroconlamusica a fare da protagonista nella campagna: un semplice selfie, un foglio bianco e una scritta con il proprio nome, la propria professione, e infine, l’hasthag.

Tantissimi i messaggi pubblicati da personalità di primo piano del nostro panorama: “Chiediamo che la politica non ignori le proposte di emendamento al DL rilancio adoperandosi al più presto per dare finalmente dignità a tutti coloro i quali lavorano per il bene della Musica“, ha scritto Levante. “È il momento di metterci la faccia e di raccontare che la musica è un lavoro. Un lavoro che non è solo di cantanti e musicisti, ma di decine di migliaia di uomini e donne (e perciò di famiglie) che rivestono i ruoli più diversi“, il messaggio di Ghemon.

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È il momento di metterci la faccia e raccontare che la musica è un lavoro. Un lavoro vero, coi suoi privilegi, le sue scadenze, i suoi diritti e i suoi doveri. Un lavoro che non è solo di cantanti e musicisti ma di decine di migliaia di uomini e donne (e perciò di famiglie) che rivestono i ruoli più diversi. Piccole e grandi imprese che fanno cultura, che certo emozionano e intrattengono ma che danno lavoro a moltissime persone e producono economie importanti (il solo comparto Cultura fa il 16% del PIL). Uomini e donne, ragazzi e ragazze che sono a casa ora ma rischiano di restarci. Sappiamo che ci sono delle proposte di emendamento al DL Rilancio che ci riguardano. Chiediamo che la politica non le ignori, adoperandosi al più presto per dare finalmente dignità a tutti coloro i quali lavorano con la Musica e per il suo bene. Per noi il 21 Giugno sarà una Festa…#SenzaMusica #iolavoroconlamusica P.s. a tutti coloro che lavorano nel campo della musica, i colleghi artisti, musicisti, tecnici, maestranze, manager, promoter, autori, discografici, uffici stampa, editori (e la lista potrebbe andare ancora avanti per molto) chiedo di sposare questa iniziativa e di farci vedere, ora come mai, veri, reali e uniti.

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A scendere in campo infine anche Vasco Rossi, forse il vero simbolo della musica italiana in toto: “Senza la musica la vita sarebbe un errore “ Friedrich Nietzsche 🤟🏻💥🚀 Nella musica lavorano in tanti, non solo i musicisti e i cantanti. La musica fa cultura, educa, emoziona, intrattiene e se non bastasse, produce economie importanti (il solo comparto cultura sarà il 16% del PIL) dando lavoro a decine di migliaia di persone che oggi, causa Covid-19, rischiano di restare a casa. Sappiamo che ci sono delle proposte di emendamento al DL rilancio che ci riguardano. Chiediamo che la politica non li ignori, adoperandoci al più presto per dare finalmente dignità a tutti coloro i quali lavorano per il bene della musica“.

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