La LAV insorge

La pellicola, che ci racconta il passato della città siciliana, mostra una scena nella quale un bovino viene colpito alla testa con un punteruolo. L’animale cade per terra, ancora cosciente, mentre delle persone gli tagliano la gola. A questo punto si vede il bovino che ancora muove gli occhi, per poi morire definitivamente. L’animale viene ucciso per prendere il suo sangue e curare una persona che soffre di anemia.

Alla Lav questa scena di “Baarìa” di Giuseppe Tornatore non è piaciuta affatto. È raccapricciante, violenta e realizzata con un animale che è stato ucciso per girare la scena: “Perché Tornatore, volendo rappresentare un atto efferato dell’epoca rappresentata nel film, non ha scelto di utilizzare degli effetti speciali? Perché realizzare in Tunisia una scena che in Italia sarebbe considerata maltrattamento secondo il Codice penale poiché effettuata senza stordimento e al di fuori di un macello autorizzato, fuori dal quale un bovino non può essere abbattuto?”.

Ora la Lav si è rivolta al regista, alla società Medusa e al sottosegretario della Salute.
Aspettiamo risposte.

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