La replica del governo australiano a Morrissey: ”lottiamo contro l’estinzione dei gatti randagi”

Il governo australiano ha recentemente replicato alle accuse mosse da Morrissey circa il progetto di abbattere oltre due milioni di gatti randagi con lo scopo di salvaguardare alcune specie protette.
Chi segue Morrissey come attivista politico sa già che lo storico frontman degli Smiths è un costante sostenitore dei diritti degli animali e vegano convinto.
La proposta australiana proviene dal ministro dell’ambiente Greg Hunt che a Luglio ha dichiarato che ridurre il numero dei gatti randagi avrebbe “interrotto e invertito la minaccia della sopravvivenza di molti animali locali”.

Ad intervenire sulla questione è stato anche il commissario per le specie a rischio, Gregory Andrews, che in una lettera a Morrissey e Brigitte Bardot, anche lei attivista per i diritti degli animali e impegnata in questo proposito, si è dichiarato “profondamente interessato al benessere degli animali”. Nel corso di un’intervista al The Guardian Australia ha sostenuto che i gatti randagi sono la minaccia numero uno per le gli animali locali australiani e che il governo cercherà di ridurne il numero entro il 2020 nel “modo più umano possibile” riducendo così il numero stesso di animali sofferenti.
Secondo Morrissey la questione si è spinta “oltre i limiti dell’idiozia” e che ogni gatto randagio ucciso sarà un piccolo leone Cecil, mentre per Andrews sia il cantante che l’attrice “non sono australiani e per questo non possono comprendere cosa l’Australia sta perdendo”.

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