Lars Von Trier: «Senza alcool e droga forse non girerò più film»

In una recente intervista al giornale danese Politiken, Lars Von Trier ha raccontato di essere in cura per liberarsi dalla dipendenza da alcool e droga.

«Non so se sarò ancora in grado di girare dei film, e questo mi preoccupa — ha spiegato il regista, nelle sale quest’anno con le due parti di “Nymphomaniac” — Nessuna espressione creativa che abbia valore artistico è mai stata prodotta da ex alcolizzati o ex tossicodipendenti. A chi interesserebbero dei Rolling Stones senza alcool o un Jimi Hendrix senza eroina?»

Insomma, senza quella bottiglia quotidiana di vodka che negli ultimi anni l’avrebbe aiutato a raggiungere mentalmente un «mondo parallelo», Von Trier crede (ma chissà se parla sul serio) che dalla sua testa verranno fuori solo dei «film di m*rda».

“Dogville” (2003) , ha aggiunto Von Trier, è stato scritto in dodici giorni grazie ad un costante abuso di alcool. La sceneggiatura di “Nymphomaniac” invece, da sobrio, gli ha richiesto diciotto mesi di lavoro.

Quella rilasciata a Politiken è la prima vera intervista concessa da Lars Von Trier dal 2011 (a Venezia abbiamo giocato al telefono senza fili con Stellan Skarsgård), quando al Festival di Cannes espresse «comprensione» nei confronti di Adolf Hitler.

Fonte: The Guardian

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