Locarno 2016 dedica una retrospettiva al cinema tedesco del dopoguerra

Il Festival del film Locarno, che si terrà dal 3 al 13 agosto 2016, dedicherà una retrospettiva dal titolo “Amato e rifiutato” al cinema della neonata Repubblica Federale Tedesca, che riscosse un grande successo di pubblico, nel dopoguerra dal 1949 al 1963, per poi essere rapidamente lasciato da parte con l’arrivo del Giovane Cinema Tedesco a metà degli anni ’60.

«Pur essendo cresciuto con il cinema delle nouvelles vagues e apprezzando la ventata di novità che hanno portato, penso sia opportuno tornare a guardare il cinema degli anni Cinquanta con uno sguardo libero da facili pregiudizi e considerarlo nel suo giusto valore» ha dichiarato Carlo Chatrian, Direttore artistico del Festival. «Il cinema della Germania dell’Ovest, a cui dedichiamo questo percorso, è un ottimo esempio di un’arte troppo velocemente rifiutata, considerandola come un puro prodotto commerciale. “Amato e rifiutato” mostra invece la varietà e ricchezza di un cinema che non solo ha segnato una generazione in cerca di ricostruzione d’identità ma capace anche di lasciare le sue impronte sulla prassi odierna, come i recenti film di Petzold e Graf testimoniano».

La retrospettiva, realizzata in collaborazione con il Deutsches Filminstitut, Frankfurt am Main e con la partecipazione della Cinémathèque suisse e di German Films, è curata da Olaf Möller e Roberto Turigliatto. 

“Amato e rifiutato” si pone il compito di portare a nuova luce una produzione cinematografica di grande interesse, tanto per i suoi aspetti culturali e le sue modalità produttive, quanto per i valori delle singole opere, realizzate in un contesto molto più cosmopolita di quanto non si ritenga generalmente.

A fianco di registi noti come Fritz Lang e Robert Siodmak e maestri riconosciuti della produzione della Repubblica Federale, come Helmut Käutner e Wolfgang Staudte, il programma darà voce a quegli autori che hanno modulato la pratica dei generi in modo originale e innovativo, come tra gli altri Géza von Radványi, Harald Braun e Peter Pewas.

Inoltre, presenterà alcuni film coevi della Repubblica Democratica prodotti dalla DEFA, che trattano tematiche particolarmente delicate ed evitate dunque dalle produzioni locali e includerà anche opere appartenenti a generi generalmente ai margini,  come l’animazione, il documentario, l’avanguardia, il film sperimentale.

Al Deutsches Filminstitut si deve la pubblicazione del libro, curato dalla direttrice Claudia Dillman e da Olaf Möller, che accompagnerà ed approfondirà il programma.

Il progetto vede coinvolte numerose e prestigiose istituzioni svizzere e straniere, che poteranno il cinema Tedesco in giro per l’Europa e negli Stati Uniti: in Svizzera circuiterà alla Cinémathèque suisse di Losanna, al Filmpodium di Zurigo e al cinema Rex di Berna; in Germania oltre al Deutsches Filmmuseum di Francoforte, sarà visibile al Zeughauskino di Berlino, al Filmmuseum Düsseldorf, al Metropolis Kino di Amburgo e al Caligari FilmBühne di Wiesbaden; in Portogallo alla Cinemateca Portuguesa, mentre in Italia al Museo Nazionale del Cinema di Torino e al Festival I Mille Occhi di Trieste; infine, sarà al Film Society of Lincoln Center di New York e alla National Gallery of Art di Washington nel 2017.

Fonte: Comunicato

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