Luca Vagnini: “Il Fanciullino” è il nuovo video in esclusiva per LoudVision

Dentro ognuno di noi esiste un Fanciullino che regna sovrano e che probabilmente dovremmo lasciar sempre che goda di buona salute. Invece il mondo quotidiano sembra volerci più omologati del solito. L’eterno conflitto tra sogni e doveri, tra concretezza e voglia di libertà, spirituale, fisica, pratica. Insomma la letteratura musicale del giovane Luca Vagnini arriva a puntuale sull’argomento giocando per tutto il disco – che appunto intitola “L’invisibile” – con questo concetto snocciolandolo dietro mille metafore, storie di vita vissuta tra ricordi, ambizioni e sensazioni di se. LoudVision vi racconta in anteprima il suo nuovo video e il nuovo singolo: “Il fanciullino”. Forse una delle ballad del disco più sincere e preziose, più ingenue per molti aspetti data la sua giovane esperienza come cantautore, ma forse quella che maggiormente segna un ponte sicuro verso il futuro della maturità. Un video leggero che danza tra chi era e chi è diventato oggi Luca Vagnini.

 

L’arte come viaggio di crescita…il “Fanciullino” che vive dentro ognuno di noi ci riporta alle origini del pensare. Non trovi che sia una contraddizione?

Credo che la contraddizione più grande sia il continuare ad imporsi degli standard che palesemente ci portano alla non realtà delle cose.

Il fanciullino, come diceva Pascoli, ci apre il cuore e la mente alle emozioni sincere, naturali e spontanee… Non solo nell’arte, e dovremmo ascoltarlo un po più tutti.

 

Questo tuo lavoro in qualche misura ha sempre a che fare con questo doppio essere, la realtà in parallelo all’emozione più intima. Chi vince in ultima analisi…o meglio ancora, chi dovrebbe vincere sempre?

Tutto ruota sullo star bene con se stessi e di conseguenza col mondo e se questo avviene tutto può cambiare e migliorare.

Serve sognare per poter raggiungere il massimo, serve un esame dì coscienza per potersi amare, serve ascoltare il fanciullino per potersi emozionare.

Nessuna prevale ma entrambe sono indispensabili.

 

In una situazione di perfetta omologazione razionale, l’arte di un cantautore come quella di Luca Vagnini, che collocazione e respiro può avere? Una perenne lotta tra l’essere e il dovere non trovi?

Cerco semplicemente di raccontare le mie emozioni attraverso le storie che canto. Non so dove si possa collocare e nn capisco nemmeno se ce ne sia il bisogno.

 

La tua musica e in particolare questo singolo ha sapori molto classici. Una direzione di scelta precisa che si basa su quali idee e su quali origini?

Parlo di ciò che stimola l’artista ha trovare la fiammella che accende il cuore per potersi emozionare e per poter emozionare, quindi , esprimendo questo concetto , sono “caduto” nel morbido mondo della canzone d’autore italiana.

Una ballad con un senso profondo e una melodia dolce, classica dei più grandi e inavvicinabili cantautori italiani.

 

E quindi mi viene da pensare: trasgressioni strumentali, compositive o addirittura melodica? Pensai che te le vedrai mai addosso?

La musica, per come la vedo io, Nn va programmata o pensata troppo.

La musica e le canzoni descrivono il proprio momento di vita, sono un conduttore di sensazioni che parlano di ciò che si è ora.

In futuro, posso dire, che mi piacerebbe osare, sperimentare, ma in questo momento faccio e scrivo quello che mi sento nel modo in cui mi sento.

 

Chiudiamo con la sensazione che questo disco mi ha lasciato e che, in definitiva, questo singolo ha riproposto: speranza, ara, sole e tanta bellezza. Tu che ne pensi?

Credo che questo disco possa in qualche modo toccare tante corde emotive, questo era l’obbiettivo.

Quindi mi fanno piacere le percezioni che hai avuto e mi esaltano le tante risposte del mio pubblico, sempre molto caldo e schietto.

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