Mad Max, Furiosa potrebbe fare un’apparizione in un sequel

Emergono nuovi, seppur vaghi, elementi sui sequel di “Mad Max: Fury Road“.

Parlando con Digital Spy, il regista George Miller ha affermato che l’Imperatrice Furiosa, il personaggio interpretato da Charlize Theron, non dovrebbe tornare, ma non è esclusa una breve apparizione in uno dei film.

«Non è nella storia [dei sequel] di Mad Max, ma in una delle storie c’è un’interazione tra i due», ha detto Miller riferendosi. «Ma non posso davvero dire di più, perché è ancora in lavorazione».

Potrebbe essere deludente non ritrovare il personaggio più amato di “Mad Max: Fury Road”, nonché vera protagonista, in un ruolo principale. Tuttuavia, come ben sanno i fan della saga, nei quattro film fino ad ora realizzati non ci sono stati personaggi ricorrenti (Bruce Spence interpretava due personaggi diversi nel secondo e terzo capitolo), se non Mad Max stesso, legante narrativo per raccontare le vicende del Wasteland, ognuna slegata dalla precedente. Un’apparizione di Charlize Theron nei panni di Furiosa potrebbe essere, così, una sorpresa.

Naturalmente, non sappiamo quando potremo vedere il primo due due sequel, perché, come abbiamo visto giorni fa, Miller non sembra ancora pronto ad affrontare lo sforzo per una produzione del genere.

Durante l’intervista, il regista ha in qualche modo smentito le teorie dei fan che volevano riconoscere Kid (il ragazzino di “Interceptor – Il guerriero della strada”, diventato capo delle Tribù del Nord) nel Max Rockatansky di Tom Hardy, ammettendo però che ognuno sia libero di dare l’interpretazione che ritiene migliore.

Inoltre, ha parlato della versione in bianco e nero presente nell’edizione home video, ispirata da un copia lavoro di “Il guerriero della strada” che aveva visto sul grande schermo, mentre il compositore lavorava alla colonna sonora. Per il regista, quella è stata «la versione migliore di un film di Mad Max» e così ha voluto fare lo stesso con “Fury Road”.

Più sotto potete vedere l’intervista video di Digital Spy a George Miller.

Fonte: Digital Spy

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