Management Del Dolore Post-Operatorio: La spiegazione della band sul Primo Maggio

Questo è il budello che uso io, che toglie le malattie dal mondo. Prendetene e usatene tutti, fate questo, sentite a me“.

Così, con un preservativo alzato in alto come un’ostia nell’eucarestia, è iniziata l’esibizione del Il Management del Dolore Post-Operatorio sul palco del Primo Maggio, prima di passare all’esecuzione di “Pornobisogno” e “Norman”, quando l’esibizione è stata interrotta e la diretta tv intervallata dalla pubblicità. A questo punto il cantante, Luca Romagnoli, si è abbassato i pantaloni e ha mostrato anche il luogo dove andrebbe messo il preservativo. Questo il comunicato ufficiale della band oggi:

Il Management del Dolore Post-Operatorio non è contro lo spirito del ‘concertone’ del Primo Maggio, il lavoro fa parte della vita e siamo convinti che garantire una vita in salute sia un diritto fondamentale nel rispetto della dignità dell’uomo.
Nelle canzoni che abbiamo eseguito – Pornobisogno e Norman – raccontiamo storie che guardano in faccia scomode realtà, affrontando i problemi del lavoro, della salute, dei comportamenti sociali.

In merito alla scelta performativa, percepita come ‘fuori luogo’ dal contesto del Primo Maggio, ci dispiace se qualcuno si è sentito offeso o infastidito e ce ne scusiamo; non volevamo toccare sentimenti religiosi di nessuno, perché la nostra unica intenzione era quella di lanciare un messaggio e far riflettere sulle grandi sofferenze e ingiustizie della vita, sensibilizzare i giovani a utilizzare il preservativo per avere rapporti sicuri ed evitare di contrarre malattie. Oggi in tutto il mondo si muore ancora anche per l’hiv.

L’interruzione brusca dell’audio dovuta ai ritardi e a un disguido con l’organizzazione ha causato le nostre istintive reazioni di protesta. “Non avendo più audio nel microfono e quindi impossibilitato a comunicare con la piazza, mi sono sentito censurato.”

Per la successiva situazione di caos creatasi sul palco, ci rammarichiamo con i ragazzi dello staff che hanno gentilmente e professionalmente lavorato con noi e per noi.Appena scesi dal palco abbiamo ricevuto una telefonata dalla famiglia di Norman, che commossa ci ha ringraziato per aver ricordato il dramma del loro figlio morto suicida. Le loro parole ci hanno restituito la gioia che qualcun’altro, subito dopo l’esibizione, ha cercato di toglierci.

Ringraziamo tutti gli artisti e gli addetti ai lavori del mondo dello spettacolo che in questo momento ci stanno contattando privatamente per dimostrarci la loro solidarietà.

Fonte: Comunicato

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