Marta Sui Tubi: appuntamento a Bolzano e in Germania

Doppia data in Germania per i Marta Sui Tubi ed il loro sconfinato “Cinque, La Luna e Le Spine Tour”. Appuntamento a Berlino (16/01) e Francoforte (17/01).
Sulla strada verso nord anche il concerto di Bolzano, al Teatro Cristallo, il 14 gennaio prossimo.

CINQUE LA LUNA E LE SPINE TOUR
14/01 – Bolzano – Teatro Cristallo
16/01 – Berlin – Marie Antoinette
17/01 – Frankfurt – Das Bett

Giovanni Gulino, cantante della band, spiega il titolo ed introduce le atmosfere del disco:

“Il 5 è il numero più ricorrente nella storia più recente dei Marta sui Tubi. Infatti questo è il nostro 5° album ed è da 5 anni che la formazione si è stabilizzata a 5 elementi.
5 è anche il numero del comandamento più importante, quello senza il quale gli altri 9 avrebbero poco senso e che sintetizza l’intero decalogo: “non uccidere”. Nessuno infatti ha il diritto di vendicarsi sul prossimo che l’ha offeso e questo, al di là dei tentativi di talune religioni di rivendicare l’esclusività del rispetto di tale valore, è al contrario universale.

Nel medioevo una leggenda voleva Caino esiliato da Dio sulla luna a espiare la sua colpa torturato da una fascina di spine sulla schiena con la quale Dio l’aveva punito. E si diceva che le macchie nere della luna fossero le spine di Caino.
Il tema del senso di colpa e del relativo desiderio di superarlo ricorre spesso nei testi del disco, soprattutto in pezzi come Grandine, Il collezionista di vizi, Vorrei, Vagabond home, Tre. L’argomento viene trattato a volte in chiave ironica o inquadrato in impietosi flussi di coscienza oppure con rabbia.

Il disco risulta un lavoro concettuale e pragmatico rispetto alla difficoltà di trovare un’armonia interiore al fine di non farsi condizionare dalle proprie visioni negative. Le atmosfere sono abbastanza notturne e sognanti su uno sfondo ruvido e cupo.

Musicalmente CINQUE, LA LUNA E LE SPINE si apre invece a esperienze inedite per i Marta come l’elettronica e la psichedelia (Il collezionista di vizi), la musica classica (Grandine e le orchestrazioni di Dispari e Vorrei), La lingua (Vagabond home, primo e unico pezzo scritto in lingua inglese), la provocazione e il blues (Tre).

Considero questo disco come il nostro lavoro più ambizioso e sperimentale, probabilmente quello meno adatto ad accompagnare la nostra avventura Sanremese.
Ma non siamo mai stati troppo bravi a fare un certo tipo di calcoli…. buon ascolto.”

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