Milano Film Festival: I vincitori del Festival

Domenica sera al Teatro Strheler sono stati consegnati i premi del Milano Film Festival. La giuria era composta da Mimi Chakarova (artista e fotografa, USA), Andrea Fornasiero (critico, Italia), Gustav Hofer (regista, Italia) e Adrian Sitaru (regista, Romania). Miglior film è “China Heavyweight” di Yung Chang, per la sua narrazione avvincente che ridefinisce il concetto di ciò che significa perdere, utilizzando lo sport del pugilato come veicolo per rivelare una verità più grande sulla crescita e le aspirazioni di un individuo”. Menzione speciale a “Everybody in our family”, il film romeno di Radu Jude,”per la sua capacità, attraverso la scrittura intensa e la recitazione, di descrivere come i conflitti possano scaturire e degenerare nella vita familiare normale. Un incubo quotidiano come metafora per conflitti più grandi”. Il concorso cortometraggi è stato vinto dal francese “Notre corpos est une arme: Prisons” di Clarisse Hahn che racconta lo sciopero della fame di due donne militanti del partito comunista curdo. Menzione speciale a “Two ships”, ovvero “Vilaine fille, mauvais garcon” di Justine Triet che racconta di Thomas, un giovane artista trasandato, e Laetitia, bella ed elegante, che si incontrano a una festa e se ne vanno insieme. Il film descrive quella notte.

Il premio Colpe di Stato è andato, come ci si aspettava, a “We are legion: the story of hacktivists” di Brian Knappenberger.

Il premio Cinema in un ambiente diverso è invece andato a “Valley of saints” dell’indiana Musa Syeed, che contestualizza le problematiche ambientali nella quotidianità del vissuto dei protagonisti e degli abitanti del Kashmir.
Il prenmio Aprile al corto “Bake a Cake” di Aliocha Allard (sei amici di mezza età si ritrovano per una cena in casa. Innocui scherzi, battute tra i denti, simboliche prove di forza e riflessioni al confine tra filosofia e gastronomia. Poi, una confessione scioccante semina il silenzio). Menzione Speciale a “Fireworks”di Giacomo Abbruzzese (un gruppo internazionale di ecologisti pianifica di far esplodere, durante la notte di Capodanno, il complesso industriale dell’Ilva, che da mezzo secolo occlude la vista – reale e mefatorica – della città di Taranto) e – come ci si aspettava dato come è stato caldeggiato per tutto il Festival – a “Il n’y a pas de rapport sexuel” di Raphaël Siboni.

Premio staff a “Voice over” dello spagnolo Martin Rosete, “per la capacità narrativa articolata a partire da un’idea-traccia che, attraverso l’emozione dell’attesa condivisa, cattura e al contempo devia e sorprende lo sguardo, nonché per l’elevata qualità della tecnica cinematografica, complessa quanto differenziata”.
Premio del pubblico a “L’esecuzione” di Enrico Iannaccone, che racconta della vita di un giovanissimo malavitoso tra il suo lavoro di sicario su commissione e la casa dove la madre è bloccata a letto e gravemente malata.Fonte: Milano Film Festival

URL Fonte: http://www.milanofilmfestival.it

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