È morta Lauren Bacall

È morta Lauren Bacall, 89 anni (ne avrebbe compiuti 90 il prossimo 16 settembre), poche ore fa nella sua casa a Manhattan.

L’attrice — il cui vero nome era Betty Joan Perske — esordisce sul grande schermo appena ventenne nel 1944 in “Acque del sud” di Howard Hawks a fianco di quello che un anno dopo diventerà suo marito, Humphrey Bogart.

I due recitano insieme anche in “Il grande sonno“, ancora di Hawks, “La fuga” di Delmer Daves e “L’isola di corallo” di John Huston. Il matrimonio dura fino alla morte di lui, nel 1957.

La Bogart Estate scrive oggi su twitter: «Con profondo dolore, ma anche pieni di gratitudine per la sua vita straordinaria, confermiamo la morte di Lauren Bacall».

Sono tanti i film in cui amiamo ricordarla, per il talento e naturalmente per quella bellezza splendida e tagliente che le valse il soprannome di “The Look” (lo sguardo, per il modo di recitare con la testa bassa e gli occhi chiari rivolti verso l’alto): “Come sposare un milionario” e “Dono d’amore” di Jean Negulesco, “La tela del ragno” di Vincente Minnelli “Come le foglie al vento” di Douglas Sirk, “La donna del destino” di Vincente Minnelli;

e poi “Assassinio sull’Orient-Express” di Sidney Lumet, “Health” di Robert Altman ma anche i più recenti “Dogville” e “Manderlay” di Lars Von Trier. Nel 2008 Lauren Bacall recita nel cortometraggio “Eve“, esordio alla regia di Natalie Portman.

La prima e unica nomination all’Oscar arriva nel 1997 come attrice non protagonista per “L’amore ha due facce” di Barbra Streisand ma l’Academy le preferisce la Juliette Binoche di “Il paziente inglese” (qui il video). Nel 2009 si rimedia con il classico Oscar riparatore alla carriera.

Lauren Bacall è stata una di quelle attrici che sembra naturale chiamare “leggende”, per l’impatto che hanno avuto sull’immaginario mondiale e sull’amore per il cinema di tanti di noi. Ma, come ci ricorda Variety questa mattina, a Bacall il termine “legend” non piaceva, perché lo sentiva come un riferimento al passato lei ha sempre preferito concentrarsi sul presente e soprattutto sul futuro.

Fonte: Variety

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