Morto Dino De Laurentiis: Produttore italiano di progetti hollywoodiani

Dino De Laurentiis è morto a Los Angeles all’età di 91 anni. Era nato a Torre Annunziata l’8 agosto del 1919 e col suo lavoro durato una vita è stato di fatto uno dei nomi italiani più famosi del mondo.

Produttore di alcuni titoli tra i più celebri della nostra filmografia, da “Riso Amaro” (1948) di Giuseppe De Santis a “Dov’È La Libertà?” (1954) di Roberto Rossellini, da “Miseria E Nobiltà” di Mario Mattoli a “La Grande Guerra” (1959) di Monicelli, Leone d’Oro a Venezia. Fu il primo, insieme a Carlo Ponti, a realizzare in Italia un film a colori: “Totò A Colori”, appunto, nel 1952. Ha lavorato con Fellini per “La Strada” e “Le Notti Di Cabiria”, entrambi vincitori del premio Oscar per il miglior film straniero.

Ambizioso, non si accontentò di creare gli studi di Dinocittà vicino Roma, ma partì anche alla conquista del cinema americano e a Hollywood produsse pellicole di grande successo e alcuni grandi capolavori del cinema degli anni ’70, come “I Tre Giorni Del Condor” di Pollack e “Serpico” di Sidney Lumet, affiancati a film di botteghino (veri successi) come “Il Giustiziere Della Notte” e il remake di “King Kong”. Tra le pellicole più recenti, c’è stato invece “Hannibal” di Ridley Scott.

Restano famosi gli scontri avuti sul set, causa divergenze creative, con David Lynch per “Dune”, come famosi sono i registi americani che – prima di sbarcare negli Stati Uniti – convinse a girare in Italia, a Cinecittà: da King Vidor per “Guerra E Pace” (1956) a John Huston per un kolossal come “La Bibbia” (1966).

Tra successi e fallimenti, risalite e ricadute, De Laurentis è stato un grande del cinema mondiale, ha contribuito a ingrossarne l’aspetto spettacolare come quello autoriale da vero produttore-creatore d’altri tempi, sull’esempio proprio degli americani, che – col suo lavoro – è riuscito spesso a raggiungere nelle produzioni e nei risultati fantasmagorici.

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