Mostra del Cinema di Venezia 2009: “Mille Giorni Di Vito” alle Giornate degli Autori

La sesta edizione delle Giornate degli Autori – Venice Days, promossa da ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) e dagli autori dell’API (Autori Produttori Indipendenti), si terrà nel settembre 2009, nell’ambito della 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Tra le opere in concorso anche “Mille Giorni Di Vito”, un film di Elisabetta Pandimiglio, prodotto da Gianluca Arcopinto e César Meneghetti.

Comunicato Stampa

“Mille Giorni Di Vito” alle GIORNATE DEGLI AUTORI

UN FILM DI ELISABETTA PANDIMIGLIO

PRODOTTO DA GIANLUCA ARCOPINTO E CÈSAR MENEGHETTI

In Italia c’è chi è condannato al carcere senza avere mai commesso reati: i figli
delle detenute. Compiuti tre anni, vengono liberati. Saranno costretti a rientrare
in carcere ogni settimana per visitare le madri ancora detenute.

SINOSSI
Esiste chi è condannato a vivere dietro le sbarre senza aver commesso reati: i figli
piccoli delle detenute. Oggi in Italia sono più di settanta i bambini carcerati
senza colpa. Vito è uno di loro. Compiuti tre anni, come prescrive la legge
italiana, è tornato libero portandosi dietro il peso di quell’infanzia così
particolare .

SOGGETTO
Esiste una categoria di persone condannate a vivere dietro le sbarre senza aver mai
commesso alcun reato: i figli piccoli delle detenute. Compiuti tre anni, i bambini
tornano in libertà, ma continueranno a frequentare il carcere un giorno a settimana
per rincontrare le madri, costretti a rivivere ogni volta l’esperienza della
detenzione.

Vito è uno di loro. Ha trascorso i suoi primi mille giorni nella sezione nido di un
carcere. Da circa un anno è fuori, ma quello che ha vissuto continua a condizionare
i suoi gesti, le sue emozioni, il suo quotidiano. Così, quando arriva il momento
della visita alla madre, la voglia di rincontrarla sembra annegare in
un’inquietudine crescente. Il tragitto verso l’istituto di pena, lo riporta
inevitabilmente indietro: ogni incontro, ogni evento, ogni passaggio, ogni
particolare, fa scattare in lui un piccolo “corto circuito” che vivifica il suo
passato ancora troppo vicino.

Attualmente circa 70 bambini italiani di età inferiore a 3 anni vivono reclusi con
le madri detenute.

DICHIARAZIONI DELLA REGISTA
«Dieci anni fa elaborai il primo progetto sui bambini in carcere senza colpa. Avevo
letto un articolo in cui si raccontava di Teresa, 17 mesi, che viveva con la madre,
condannata per traffico di stupefacenti, nella sezione “massima sicurezza” di
Rebibbia. Il pezzo era corredato di foto. Mi colpì un’immagine in particolare: una
bambina camminava per il corridoio dell’istituto di pena, imitando il tipico
“passeggio” delle detenute. Teresa chiamava la pappa “vitto” e stava imparando a
sillabare, storpiandole come fanno tutti i bambini, le sue prime parole: “aria”,
“cella”, “visita”, “agente apri!”. »

Elisabetta PandimiglioFonte: Comunicato Stampa

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