Mostra del Cinema di Venezia 2009: Oggi Micheal Moore protagonista

Molto applaudito all’anteprima per la stampa, la più affollata finora, l’atteso documentario di Moore: “Capitalism: A Love Story”, vuole essere un esame dell’impatto che le grandi aziende Usa hanno sulla vita quotidiana degli americani.

Si parte da Flint, Michigan, culla della General Motors e si arriva a Wall Street e al Campidoglio, per capire — anche con sottile ironia — quanto costa agli Stati Uniti l’amore per il capitalismo.

“Non sono un economista, so solo quello che vedo”,
ha spiegato ieri il regista in un incontro organizzato dalla rivista Usa Variety. “Ma negli Usa una famiglia ogni sette secondi perde la casa, è un numero incredibile”.

La pellicola mescola i racconti di gente che ha perso tutto perché non ha lavoro al salvataggio delle banche a rischio fallimento responsabili del crollo della borsa, boccia la politica e prende invece come esempio positivo l’Europa.

Secondo Moore, il sistema economico “non è giusto, né etico, né democratico” e andrebbe “rifondato”, così come la borsa, che definisce “un sistema basato sulla voglia di profitti a breve termine, che ha rovinato tanta gente”.Fonte: Reuters

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