Mostra del Cinema di Venezia 2011: Il contributo della Cineteca di Bologna

La Cineteca di Bologna sarà alla 68ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia con due restauri effettuati dal Laboratorio L’Immagine Ritrovata: “India, Matri Bhumi” di Roberto Rossellini e “Anna” di Alberto Grifi e Massimo Sarchielli.

Qui sotto sono riportati i rispettivi comunicati stampa nel dettaglio.

INDIA, MATRI BHUMI

“India, Matri Bhumi”è il secondo film che approda di nuovo al grande schermo, dopo il restauro, dei dieci titoli inseriti nel PROGETTO ROSSELLINI, l’iniziativa ideata da Cinecittà Luce, e realizzata da Cinecittà Luce, Cineteca di Bologna, CSC-Cineteca Nazionale e Coproduction Office per riscoprire e mostrare nella sua più meritata veste l’opera di un autore, punto cardinale dell’arte cinematografica: Roberto Rossellini.

India, Matri Bhumi (Italia-Francia, 1959) di Roberto Rossellini è in programma giovedì 1 settembre, alle ore 15 nella Sala Grande (ulteriore proiezione sabato 3 settembre, alle ore 14,30 al PalaBiennale) nella versione restaurata presso il Laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna.

Tornato a un tipo di narrazione a episodi, Rossellini descrive il suo incontro con l’India. Un paese sospeso fra tradizione e modernità e dalle culture millenarie. Come già era stato per Paisà il film si articola attorno ad una serie di blocchi narrativi, ognuno legato a un tema principale. Gli episodi che vediamo susseguirsi sono quattro: per primo troviamo quello del conducente di elefanti che si sposa, segue quello del tecnico che ha lavorato per sette anni alla costruzione della diga di Irakud, quello del vecchio contadino che vive una vita contemplativa e salva una tigre e, per ultimo, quello dell’uomo con la scimmietta, che morto nel deserto sotto il sole ardente, abbandona la sua compagna di lavoro. La scimmia dovrà cavarsela da sola fintanto che non troverà un altro padrone.

Il restauro digitale della versione italiana è stato realizzato a partire dai migliori elementi conservati da Cinecittà Studios e dal CSC – Cineteca Nazionale.L’approfondita analisi dei materiali e la preziosa collaborazione dello storico Adriano Aprà hanno consentito di stabilire quali fossero gli elementi utili al restauro: l’internegativo per l’immagine, un interpositivo originale per i titoli, una copia positiva proveniente dallo stesso internegativo per il suono, una copia positiva d’epoca per la corretta sincronizzazione.L’immagine è stata scansionata a una risoluzione di 2K. Dopo la scansione, le immagini sono state stabilizzate e pulite digitalmente eliminando i segni del tempo: spuntinature, righe, graffi e segni visibili di giunte.

La correzione colore si è rivelata estremamente complessa poiché il colore era fortemente decaduto. Una copia d’epoca, conservata presso il CSC – Cineteca Nazionale, e la copia stampata a Cinecittà negli anni Novanta si sono rivelate un prezioso riferimento in questa fase per ritrovare le particolarità del lavoro del direttore della fotografia, Aldo Tonti e dei diversi sistemi delle diverse pellicole utilizzate (Gevaert, Ferrarnia, Kodak).Per il suono, dopo l’acquisizione, si è potuta effettuare la pulizia digitale e la riduzione dei rumori di fondo causati dall’usura del tempo, mantenendo la dinamica e le particolarità del suono originale.Tutti gli elementi reperiti, presentano, per tutta la lunghezza del film, piccole lacune di pochi fotogrammi, che, quindi, non è stato possibile colmare.Il restauro è stato effettuato dalla Cineteca di Bologna presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata nel 2011.
[PAGEBREAK] Sono dieci i titoli che scandiscono il Progetto Rossellini voluto da tre grandi istituzioni del cinema italiano e un autorevole distributore internazionale: Roma città aperta, Paisà, Germania anno zero, L’amore, Stromboli terra di Dio, La macchina ammazzacattivi, Viaggio in Italia, La paura, India, La forza e la ragione.
Tutti i film si avvarranno di un’opera di restauro digitale effettuato dalla Cineteca di Bologna presso il Laboratorio l’Immagine Ritrovata, con interventi specifici di stabilizzazione e pulizia delle immagini e sul suono, per riportare, al meglio delle possibilità tecniche odierne, la fotografia e il sonoro alla brillantezza e ricchezza del loro stato originale, ed eliminare le imperfezioni causate dall’usura delle pellicole.

In seguito, grazie a Cinecittà Luce, dopo la presentazione di ogni titolo presso un grande Festival nazionale o internazionale, tutti i film saranno distribuiti in home video, a partire da ottobre 2011, in una nuova veste arricchita da contenuti storico-critici, interviste, e rare immagini d’archivio; un ulteriore suggello alla restituzione complessiva, ragionata e approfondita, dell’opera di questo fondamentale Maestro, che continua a rappresentare una scoperta.

Con Progetto Rossellini si colma un vuoto, ovvero la difficoltà di reperire anche in supporti diversi il cinema di Rossellini, tanto da trasformarsi quasi in un grande disperso.
Grazie alle più avanzate tecnologie digitali questo cinema può finalmente ritrovare la bellezza originaria e soprattutto riconquistare la visibilità presso il grande pubblico.

ANNA

Risultato di undici ore di videoregistrazioni magnetiche, “Anna” è diretto nei primi giorni di lavorazione da Alberto Grifi e Massimo Sarchielli, prima di passare in autogestione ad attori e maestranze, in seguito a una trasformazione imprevedibile della sceneggiatura, di fatto “impugnata” dall’elettricista della troupe, il quale – entrando improvvisamente in scena – offre una dichiarazione d’amore ad Anna (giovane ragazza incinta, ai margini della società), esprimendo così il rifiuto di farne un caso umano da mettere al centro dell’obiettivo cinematografico.
Girato nel 1972 e portato su pellicola per la durata di 4 ore grazie a un vidigrafo – invenzione dello stesso Grifi –, il film viene presentato nel 1975 ai festival di Berlino e Venezia e nel 1976 a quello di Cannes.

“Anna” fu girato da Alberto Grifi e Massimo Sarchielli con il primo videoregistratore portatile open reel da un quarto di pollice arrivato in Italia. Lo stesso Grifi assemblò all’epoca un vidigrafo, uno strumento che gli permise di trasferire le videoregistrazioni su pellicola 16mm. Il restauro del film è stato realizzato a partire da questo 16mm d’epoca che, oltre all’usura del tempo, porta con sé tutte le caratteristiche delle videoregistrazioni dei primi anni ’70.

Il negativo è stato scansionato a una risoluzione di 2K. Il grading digitale è stato realizzato cercando di intervenire sul contrasto per ritrovare l’originale scala di grigi e sull’attenuazione degli improvvisi mutamenti di luce. L’intervento di restauro digitale è stato diretto principalmente all’eliminazione di tutti i difetti legati alla vita della pellicola: spuntinature, riparazione, giunte, e danni all’emulsione. Nessun intervento è stato effettuato sull’instabilità dell’immagine video e sui drop digitali creatisi in origine durante il trasferimento su 16mm.

Il suono è stato acquisito dal 16mm magnetico d’epoca. Dopo aver effettuato la pulizia digitale e la riduzione dei rumori di fondo, si è intervenuti sulle problematiche dovute alla degradazione del supporto magnetico senza alterare la qualità della registrazione originale, senza correggere o apportare migliorie a difetti, limiti tecnici del montaggio originale e rumori di scena, come interferenze o rumori dovuti ai microfoni.Fonte: Cineteca Ufficio Stampa

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