Mostra del Cinema di Venezia 2011: L’ottava edizione delle Giornate degli Autori

Cala un tris d’assi per la sua giornata inaugurale la rassegna indipendente promossa dalle associazioni italiane degli autori di cinema (Anac e 100Autori) e diretta da Giorgio Gosetti: il programma di oggi allinea infatti l’esordio da sceneggiatore e protagonista di Erri De Luca con il personalissimo corto “Di Là Dal Vetro” diretto da Andrea Di Bari e promosso nel quadro del “Progetto Cinema di Pasta Garofalo”; il nuovo documentario di un maestro inconfondibile come Frederick Wiseman dedicato ai segreti del “Crazy Horse” e accompagnato al Lido da due delle artiste del famoso cabaret parigino; e infine la passione “a luci rosse” tra il “Profeta” Tahar Rahim e la bellissima Corinne Yam, protagonisti di “Love And Bruises” di Lou Ye.

Tre opere in anteprima mondiale e tre percorsi di cinema destinati a segnare fortemente la selezione 2011 delle Giornate degli Autori.
“Non ha senso questa volta – dice Giorgio Gosetti - proporre un solo filo rosso per collegare tutti i titoli del nostro programma. Abbiamo infatti cercato di dar voce alla creatività internazionale incrociando l’esperienza dei maestri e la vitalità degli esordienti nella chiave di opere forti, intense per tematiche e scelte stilistiche, quasi un caleidoscopio della realtà contemporanea.

Colpisce però da una parte la voglia di impegno, di confronto con l’urgenza della realtà; e dall’altra la ricerca di una forma espressiva che vada nel senso dei gusti del pubblico, ma tenga alta la guardia a favore di un cinema che appassiona, emoziona, coinvolge. I nostri film approdano a Venezia in prima mondiale, ma fin da ora ci sembrano destinati a una lunga carriera nei più diversi mercati, capaci di farsi ascoltare e amare dai pubblici più diversi”.

Su questa strada si incrociano destini personali e grandi temi “politici”: lo sono l’affermazione della giustizia e del diritto così come viene raccontata dai due film francesi di quest’anno (“Toutes Nos Envies” di Philippe Lioret e “Présumé Coupable” di Vincent Garenq), l’odissea femminile attraverso la brutalità maschile nei film di Angelina Nikonova (“Twilight Portrait”) e Santiago Amigorena (“Another Silence”), la paura di chi è diverso da noi e la solitudine dell’individuo rifiutato dal suo mondo (“Habibi” di Susan Youssef e “Edut” di Shlomi Elkabetz); la scoperta delle diversità e la difficile accettazione di sé nel polacco “Ki” di Ladzek Dawid e nel brasiliano “Historias” di Julia Murat; il tema della violenza e della comunità così diversamente affrontati dai due titoli italiani, “Ruggine” di Daniele Gaglianone e “Io Sono Li” di Andrea Segre.

Naturalmente percorsi diversi ed eccezioni non mancano: basti pensare all’attualità politica fotografata da Gianni Minà nel suo “Cuba All’Epoca Di Obama” o al doppio viaggio onirico/musicale degli attesissimi “Café De Flore” di Jean-Marc Vallée con Vanessa Paradis e “Inni” di Vincent Morisset con i Sigur Rós.
Nell’insieme colpisce però lo spazio dedicato ai grandi personaggi femminili così come il triplice esordio femminile nella regia proposto quest’anno dalle Giornate degli Autori con le opere di Angelina Nikonova, Susan Youssef, Julia Murat.

E merita una segnalazione il ricchissimo mondo espressivo, fortemente caratterizzato dalla curiosità per mondi e società diverse dei film italiani di “Spazio Aperto” dove si svaria dalla cucina di un ristorante napoletano (“Più Come Un Artista”) ai deserti della nazione Navajo (“Valdagno, Arizona”); dai misteri della Patagonia (“Il Mundial Dimenticato”) all’operosità delle capitali italiane della tessitura e della moda (“Hit The Road, Nonna”), dalla Napoli segreta di Enzo Gragnaniello (“Radici”) alla mitteleuropea di Magris e Pressburger (“Dietro Il Buio”) fino alle spiagge friulane di “La Penna Di Hemingway”.
Un crogiolo di lingue, suggestioni, viaggi e percorsi interiori che confermano una inedita vocazione errabonda e curiosa del nuovo cinema italiano, caratteristica peraltro comune a molti dei titoli in programma quest’anno alla Mostra.

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Al nostro sistema dell’audiovisivo, ai suoi problemi immediati e agli scenari che lo mettono in allarme o lo confortano nel suo profondo rinnovamento è infine dedicata l’attività d’incontro e riflessione tipica delle Giornate degli Autori ben oltre la semplice selezione di nuovi film da tutto il mondo.
Così, grazie alla collaborazione con ANAC e 100 Autori, a Venezia si parlerà nei prossimi giorni di “Senso dello Stato” e della nuova modalità produttivo/distributiva di Indicinema; di fortuna e crisi del nuovo modello di commedia e di originalità espressiva delle web-series; di diritto d’autore nell’oceano delle piattaforme digitali (grazie alla giornata promossa dalla SIAE); di film commission e progetti produttivi (con l’altoatesina BLS e con le Regioni Marche, Puglia e Valle d’Aosta); di originali formule distributive (il manifesto proposto da Eutelsat); di impegno civile degli autori a fianco dei nuovi migranti; di stagione dell’impegno e della speranza (l’incontro promosso da Micromega).

“Il senso moderno di un grande Festival – osserva il Presidente delle Giornate, Roberto Barzanti – non può più stare soltanto nella passerella dei migliori artisti o nella mitizzazione del mercato come unico valore salvifico; bisogna ridare spazio alla parola, alla ricerca, al confronto perché il cinema non sia vissuto come un’isola separata dalle urgenze della nostra società.
Così noi ci impegniamo su questo doppio fronte e la collaborazione rinnovata con le istituzioni europee, in primis il Parlamento Europeo, ci dice che abbiamo un ruolo diverso e complementare alla Mostra stessa. Fatto che ci è stato più volte riconosciuto dalla stessa Biennale, che ringraziamo per l’essenziale e leale collaborazione, e che deve essere il nostro impegno primario insieme alla ricerca dei talenti e delle novità espressive”
.Fonte: Studio Sottocorno

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