Mostra del Cinema di Venezia 2013: Edgar Reitz e il suo nuovo “Heimat”

Edgar Reitz torna a casa. Dopo aver raccontato il ’900 con “Heimat” (1984), “Heimat 2 – Cronaca di una giovinezza” (1992) e “Heimat 3 – Cronaca di una svolta epocale” (2004), presenta alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, fuori concorso, Die Andere Heimat – Chronik einer Sehnsucht” (“Home from Home – Chronicle of a Vision”), ambientato a metà ’800.

“Heimat” è la patria ma, ricorda Reitz, si tratta di un concetto difficilmente traducibile dal tedesco: «ha a che fare con il senso di appartenenza e con i ricordi, che sono l’unica cosa capace di renderci abbastanza forte da affrontare il mondo».

230 splendidi minuti per raccontare la vita, l’amore e la morte in un piccolo villaggio, Schabbach. A minacciare l’unità dell’heimat sono la povertà e il desiderio di un futuro più solido, che spinge molti abitanti di quelle zone a emigrare in Sud America. «Sono passati 160 anni dalle vicende narrate nel film ma l’emigrazione è ancora un tema attualissimo», riflette Reitz.

La magnifica fotografia è del film è di Gernot Roll: «Ci conosciamo da più di trent’anni, non lavoriamo con pianificazioni intellettuali: per noi tutto nasce dall’incontro con i luoghi, i paesaggi e le persone che, in questo caso, ci hanno consentito di metterci in connessione con parti importanti delle nostre stesse vite. Le sue immagini sono state per me un bellissimo regalo».

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