Mostra del Cinema di Venezia 2013: Gröning presenta “Die Frau des Polizisten”

«Un mosaico che si compone lentamente, una sfida per lo spettatore»: Philip Gröning non appare turbato né stupito nell’apprendere che molti hanno abbandonato la sala prima della fine del suo “Die Frau des Polizisten“, in concorso alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia (QUI la nostra recensione).

Non è solo la durata, 175 minuti, a mettere a dura prova la platea. La divisione in micro-capitoli, ben 59, è impegnativa perché «mette in condizione chi guarda di immedesimarsi nella vicenda e subito dopo di distaccarsene. Gli spettatori sono liberi di interpretare ciò che appare sullo schermo».

“Die Frau des Polizisten” racconta la violenza domestica con semplicità agghiacciante («la quotidianità fa parte di tutte le vite, anche quelle violente»), incastrandola tra momenti di dolcezza familiare commovente, soprattutto nella resa del rapporto madre-figlia. E un ruolo speciale è riservata al canto: «per me si tratta di qualcosa che appartiene alla relazione tra genitori e bambini. Si impara a cantare dalla mamma in un trasferimento d’amore. E credo anche che quando cantiamo siamo davvero noi stessi. In quei momenti, insomma, i miei personaggi si rivelano».

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