Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro: Femminile plurale, animazioni russe

«Una cinematografia importantissima e molto vitale, eppure ancora poco conosciuta fuori dai confini nazionali»: così il direttore artistico Giovanni Spagnoletti commenta l’impegno della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro (24 – 30 giugno) nel far conoscere al proprio pubblico il cinema russo contemporaneo.

Dopo la prima retrospettiva a cura di Giovanni Buttafava organizzata dalla Mostra nel 1980, nel 2010 il percorso di approfondimento è ripartito con i film di fiction, seguiti dai documentari nel 2011 e dai cortometraggi, tutti di giovani autori, nel 2012. Sempre con un’attenzione speciale per gli ‘sguardi femminili’ (QUI l’incontro con Svetlana Proskurina, 2011).

Questa 49esima edizione vedrà protagonista l’animazione, con omaggi a Maria Muat, Irina Margolina e Natal’ja Dabizha.

Maria Muat lavora nel campo dell’animazione dal 1976 e da allora ha diretto più di venti film realizzati con la tecnica della puppet animation. Allieva di Sergej Obrastov, con “On i ona” ha vinto il Nika Award nel 2008.

Irina Margolina
, fondatrice del M.I.R. Studio con Mark Lyakhovetski (QUI il canale youtube), è nota per la serie “Tales of the Old Piano” dedicata ai grandi nomi della musica classica. Con il cortometraggio su Bach (lo vedremo a Pesaro) ha vinto un’Aquila d’oro per il miglior film d’animazione.

Natal’ja Dabizha
nel 1994 ha preso parte al progetto Operavox della BBC: sei opere, dalla “Carmen” di Bizet al “Rigoletto” di Giuseppe Verdi, condensate in cortometraggi animati di trenta minuti. La Dabizha ha diretto l’adattamento del “Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini.

Ed ecco il calendario delle proiezioni pesaresi, adatte a spettatori di tutte le età:

FEMMINILE PLURALE: ANIMAZIONI RUSSE

Programma 1 – Omaggio a Maria Muat
Lunedì 24 giugno ore 18:30 Teatro Sperimentale

• “Metel’” (“La tormenta”, 13′) – ispirato al racconto omonimo di Aleksandr Puškin
• “On i ona” (“Lui e lei”, 13′) – ispirato al racconto “Proprietari di vecchio stampo” di Nikolaj Gogol’
• “Snegurochka” (“La fanciulla di neve”, 26′)
• “Elochka” (“L’albero di Natale”, 13′)

Programma 2 – Autrici varie
Martedì 25 giugno ore 10:00 Teatro Sperimentale

• “Pri vykhode ne zabyvajte svoj veschi” (“Non dimenticate i vostri effetti personali”) di Nina Bisarina (6′)
• “Pereletnaja” (“Migrare”) di Vera Makisheva (6′)
• “Drugaja” (“Diversa”) di Anna Shepilova, (11’51”)
• “Snezhinka” (“Fiocco di neve”) di Natalija Chernishova (5′ 41”)
• “Moja mama samolet” (“La mia mamma è un aereoplano”) di Julija Aronova (6’45”)
• “Skaz khotanskogo kovra” (“Il racconto del tappeto turco”) di Natal’ja Berozovaja (13’37”)
• “Snegiri i koty” (“I ciuffolotti e i gatti”) di Veronika Fedorova (3’19”)
• “Poezdka k morju” (“In viaggio verso il mare”) di Nina Bisjarina (6’59”)

Programma 3 – Omaggio a Irina Margolina
Martedì 25 giugno 18:30 Teatro Sperimentale

• “Dzhoakkino Rossini, zapiski gurmana” (“Gioacchino Rossini, note di un gourmet”, 13′)
• “Sergej Prokof’ev. Chetvertyj apel’sin” (“Sergej Prokof’ev. La quarta melarancia”, 13′)
• “Istorija sem’i Gershvinov” (“George Gershwin. Storia della famiglia Gershwin”, 13′)
• “Antonio Vival’di” (“Antonio Vivaldi”, 13′)
• “Johann Sebastian Bach” (13′)

Programma Round Midnight – Autrici varie
Martedì 25 giugno 00:15 Cortile Palazzo Gradari

• “Nepechal’naja istorija” (“Una storia a lieto fine”) di Maria Muat (13′)
• “Dozhd’ idet” (“Piove”) di Anna Shepilova (9’15”)
• “Kolybel’ni mira” (“Ninne nanne del mondo”) di Liza Skvortsova (21′)

Programma 4 – Omaggio a Natal’ja Dabizha
Mercoledì 26 giugno 18:30 Teatro Sperimentale

• “O rybake i rybke” (“Storia del pescatore e del pesciolino”, 13′)
• “Istorija ljubvi odnoj ljagushki” (“Storia d’amore di una ranocchia”, 13′)
• “Derevo s zolotymi jablokami” (“L’albero dai pomi d’oro”, 13′)
• “Avraam” (“Abramo”, 26”)

La selezione è a cura di Olga Strada e realizzata in collaborazione con il Ministero della Cultura della Federazione Russa, della Direzione dei Programmi Internazionali e della Fondazione per le iniziative sociali e culturali.

Storicamente la scuola dell’animazione russa ha fin dal suo primo apparire occupato un posto di grandissimo rilievo nel panorama mondiale del cinema di animazione, grazie ai meravigliosi lavori prodotti dalla Sojuzmul’film, casa di produzione fondata a Mosca nel 1936. Tra questi la serie delle fiabe russe che da sempre gode di alto gradimento tra il pubblico italiano dei più piccini grazie ai programmi a loro dedicati sulla terza rete della Rai.

Noti e oggetti di studi specifici sono i rapporti tra Walt Disney, i cui lavori il pubblico moscovita ebbe l’opportunità di vedere per la prima volta nel 1931 in occasione del festival dei cartoni animati americani, e Sergej Eizenstejn, che nel luglio del 1930 andò a visitare a Los Angeles lo studio del creatore di Mickey Mouse.

Nel corso dei decenni le varie case di produzione sovietica hanno dato vita a degli autentici capolavori realizzati sia nella tecnica classica del disegno che della puppet animation (a questo proposito va ricordato che i primi esempi di puppet animation in Russia furono realizzati da un maitre de ballet del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, Aleksandr Shiraev, il quale nel 1906 girò su una pellicola 17,5 mm una breve animazione). Ma tra i nomi più noti che hanno lavorato in questa tecnica e che hanno ottenuto un’ampia eco anche fuori della Russia c’è quello di Vladislav Starevich, che dopo la rivoluzione russa si trasferì con la famiglia in Italia e successivamente in Francia.

In questo breve excursus storico non si può non ricordare come nel 1957 la fiaba animata “La regina delle nevi“, di Lev Atamanov, vinse a Venezia il Leone d’oro nella categoria film di animazione. Le avventure di Gerta e Kai attraverso l’estetica stilistica e narrativa e la ricca gamma coloristica di quest’opera diedero, come egli stesso racconta, un forte impulso ad uno dei massimi esponenti del cinema di animazione contemporaneo, Hayao Miyazaki.

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