Addio Carlo Ubaldo Rossi, il mondo della musica lo ricorda

Il Destino arriva in un secondo. Sono incredulo e sconvolto, scrive oggi Ghigo Renzulli. Carlo Ubaldo Rossi, 56 anni, è morto ieri, mercoledì 11 marzo 2015, a Revigliasco, vicino Torino, in sella alla sua moto, a causa di un incidente stradale le cui dinamiche sono in tutt’ora in fase di accertamento.

Avrei voluto bloccare il tempo oggi pomeriggio, magari chiamandoti al telefono come ho fatto pochi giorni fa, per non farti salire su quella maledetta moto. (Roy Paci)

Carlo Ubaldo Rossi non era soltanto uno straordinario produttore e ingegnere di alta elevatura rock (Gianna Nannini), o il miglior produttore che questo paese abbia mai avuto (Meg), era molto di più per gli artisti che in queste ultime 24 ore stanno riempendo i social con messaggi di incredulità e commozione sincera.

Carlo non era solo un produttore, uno dei migliori; non aveva solo impreziosito tre nostri dischi con la sua maestria, Carlo era un amico. (99 Posse)

La lista è lunga e in continuo aggiornamento; Carlo era attivo sulla scena italiana dai primi anni ottanta, prima a Firenze, poi a Torino. In Toscana inizia la sua collaborazione con i Litfiba

onda araba/versante est/desaparecido/amsterdam/transea… quanti concerti, viaggi insieme… (G. Maroccolo)

poi il trasferimento e le collaborazioni con Jovanotti, Caparezza e Capossela, Arisa, Baustelle, Ligabue, Nina Zilli, Giuliano Palma, Neffa, Negrita, Afrrica Unite, Paola Turci e tanti altri. Carlo aveva 56 anni. Un lungo post dei Subsonica  dedicato alla sua memoria chiosa così:

Impossibile descrivere quanto gli volessimo bene. Ma siccome lui è stato per tutti noi un Obi Wan Kenobi, come tutti coloro che sanno chi è Obi Wan, semplicemente non crederemo mai che abbia lasciato sul serio.

Scroll To Top