Next-Door Monsters: Una horror mostra a Roma

Attingendo al vasto patrimonio dell’immaginario horror, bizzarro e pauroso, la mostra Next-Door Monsters, a cura di Francesco Paolo Del Re, vuole proporre una riscrittura di alcune figure mostruose che affollano il repertorio cinematografico, popolari o quasi dimenticate, ancestrali o di nuovissima confezione. Attraverso lo sguardo disparato di dieci artisti, lo spettatore è chiamato a essere protagonista di un’indagine di desideri, ambizioni e possibilità dei mostri della porta accanto o dei mostri dentro di noi. Gli artisti protagonisti sono Azt, Zaelia Bishop, Claudio Evangelista, Lucamaleonte, Alice Pasquini, Riot Queer, Mauro Santucci e Amalia, Elena Campa e YoIrene di Studio Arturo.

La “mostra dei mostri” viene presentata in anteprima a giugno a Roma, per un week end, e a settembre a Bari.
A Roma sono gli spazi di Laboratori Sotterranei (via Magnaghi 59), atelier creativo e spazio espositivo situato nel quartiere Garbatella, a ospitare l’esposizione dal 18 al 20 giugno, con inaugurazione venerdì 18 giugno a partire dalle ore 20.00. Ad arricchire la preview romana, una conversazione con gli artisti alle ore 18.30. A seguire, serata con horror dj-set.
La seconda tappa della mostra inaugura inoltre venerdì 24 settembre presso la Galleria Fabrica Fluxus di Bari (via Marcello Celentano 39), in collaborazione con il Collettivo Fabrica Fluxus, e sarà visitabile fino al 9 ottobre.

Ogni artista è stato chiamato a scegliere un film horror e a confrontarsi con il mostro protagonista. Mostro su mostro, il percorso espositivo presenta una singolare carrellata di mostruosità, permettendo di tracciare, in più, le coordinate per una piccola, frammentaria, incompiuta, insurrezionale, anti-accademica storia dell’horror, ripensata in modo creativo, a partire dal vissuto e dalle memorie di voraci consumatori-artisti.
Da “Wolf” a “Donnie Darko”, da “Il Mostro Della Laguna Nera” a “It”, da “Che Fine Ha Fatto Baby Jane?” a “La Mosca”, Next-Door Monsters promette l’esperienza artistica più agghiacciante della vita del popolo dei vernissage, mescolando, in un mix da incubo, i linguaggi della fotografia, della street art, dell’illustrazione, dell’installazione e della pittura.

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