Nobraino, la battuta sulla strage dei migranti che fa infuriare il web

A distanza di poche ore dalla tragedia dei migranti che ha colpito le nostre acque, di cui non si hanno ancora le precise dimensioni, non tardano ad arrivare i primi commenti “a caldo”. Tra questi, spicca “malamente” quello della band rock emiliana Nobraino, i quali scrivono sul profilo facebook testuali parole “Avviso ai pescatori: stanno abbondantemente pasturando il Canale di Sicilia, si prevede che quelle acque saranno molto pescose questa estate“, una battuta dai toni cinici e alquanto “fuoriluogo”, che ha scatenato un’ondata di critiche e disapprovazioni (eccetto qualche fan che tenta di difendere l’indifendibile “State tutti commentando in modo così banale e finto perbenista: i Nobraino sono una provocazione, e chi non ha capito che questa frase é stata scritta per denunciare l’atteggiamento europeo verso queste tragedie non ha capito lo spirito stesso del gruppo”) con commenti molto diretti e indignati: “Fate c… sia nel produrre satira che musica“, ha scritto qualcuno.

E ancora, un altro “Oltre a fare abbondantemente c… musicalmente, avete anche il cervello arido di neuroni. Ci vediamo al prossimo concerto, giusto per dirvelo di persona quanto disgusto mi fate“. “La vostra realtà non è di cattivo gusto, ma decisamente vergognosa“. Anche Roy Paci e Chef Rubio sono intervenuti, il primo in particolare ha “esiliato” la band dal concerto del primo maggio di Taranto attraverso le seguenti parole: “Io invece prevedo che dopo queste vergognose parole, non calcherete il palco del #unomaggiotaranto. Noi abbiamo una dignità“. In seguito a ciò, il conseguente “colpo di genio”, invece di chiedere scusa, i Nobraino modificano lo status, scrivendo “La realtà è di cattivo gusto”. Come a voler sottolineare che non sono loro a essere cattivi, ma la realtà che permette a dei poveri uomini in cerca di un futuro migliore, di mettersi in balia di un destino misero e finire in fondo al mare coi propri sogni di una vita spezzata.

A questo punto sarebbe più che “dovuta” una qualche scusa pubblica che, però al momento (a quanto pare) stenta ad arrivare.

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