Nobraino: le scuse pubbliche e i chiarimenti di Nestor Fabbri

A distanza di poche ore dal post del musicista dei Nobraino, Nestor Fabbri, sulla pagina ufficiale Facebook del gruppo riguardo la tragedia dei migranti che ha colpito le nostre acque, cominciano a farsi strada le prime scuse e un rammaricato “mea culpa” tentando di far comprendere quello che si nasconde dietro alla frase incriminata (per citarla “Avviso ai pescatori: stanno abbondantemente pasturando il Canale di Sicilia, si prevede che quelle acque saranno molto pescose questa estate“) inutile descriverne le reazioni sul web: dissenso, sgomento da una parte ma al tempo stesso alcuni interventi da parte di fedelissimi fan nel tentativo di difendere l’indifendibile.

Con un post pubblicato ieri a tarda sera sul sito ufficiale del gruppo (e su Facebook), Fabbri cerca di spiegare il suo punto di vista, non mancando di porgere le doverose scuse.
Queste, le sue parole :

Sono Néstor Fabbri chitarrista dei Nobraino ed autore della frase che equiparava i naufraghi del Mediterraneo a mangime per pesci. Permettetemi di presentarmi.
Mi occupo attivamente di protezione internazionale dei diritti umani dal 2009. Prima di dedicarmi a tempo pieno al chitarrismo ho lavorato presso alcune ONG in Spagna e Francia.
In questi anni di studi, di attivismo e di impegno artistico ho passato tanto tempo a contatto con le storie e le vite dei migranti che transitano per il Mar Mediterraneo. Tanta era la rabbia nel dover assistere impotente ad ingiustizie, tragedie ed impunite violazioni dei diritti fondamentali, che ho iniziato a sviluppare una forma estrema di autodifesa, consistente nell’opporre al pericolo dell’inefficacia sociale un nucleo irriducibile di sopravvivenza basato sulla sfrontatezza. Mi sono rifugiato perciò dietro le vesti di un eccentrico barbagianni, provocatore testardo, beffeggiatore distanziato e distanziante che ogni cosa brutalizza. Il criterio della forza, dice Nietzsche, è riuscire a vivere sotto il dominio dei valori contrari e volerli sempre di nuovo. Zarathustra è Zelig! Il mio imperdonabile errore è di non essere stato retoricamente capace di indirizzare la sfrontatezza contro i reali responsabili del massacro: gli autori delle politiche migratorie europee. Finendo così per offendere associazioni, militanti e liberi cittadini pensanti che mettono la loro vita a disposizione dei più deboli. Per questo motivo porgo a tutte le persone turbate ed addolorate dall’infelice esternazione di ieri le mie più umili scuse.
Néstor Fabbri

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