Non è un film? Chiediamolo ai produttori

Con l’esclusione di “Gomorra” dai possibili film papabili per l’Oscar 2009 scattano le diverse reazioni.

“Non capisco proprio cosa sia accaduto. Quando lo abbiamo fatto vedere negli Usa al pubblico in sala, questo era entusiasta e anche la critica sui giornali lo ha osannato”. Queste le parole del produttore Domenico Procacci che non sa spiegarsi l’esclusione della pellicola di Matteo Garrone.
“Doveva essere una battaglia con ‘Valzer con Bashir’”, aggiunge.

Sul sito Pontifex.Roma interviene, invece, Vittorio Cecchi Gori che pare sia l’unico a saper dare una spiegazione alla delusione italiana. Con parole non proprio leggere, il produttore cinematografico dichiara “Gomorra? Non è un film, ma una cine-inchiesta e gli Oscar, invece, premiano i film”.

“Apprezzo l’impegno del produttore di Gomorra – continua Cecchi Gori – ha voluto trattare lodevolmente un problema grave, segnalare un’emergenza e, da questo punto di vista tanto di cappello e non alimento polemiche. Ma il mondo non finisce in Campania e noi in Italia spesso pecchiamo di provincialismo”.

La domanda sorge spontanea: se il produttore avesse un cognome diverso, il caro Vittorio la penserebbe allo stesso modo?

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