Norticanta: Il video “Criogenesi”

I Norticanta girano il primo video legato al loro ultimo disco “Tra L’Incudine E L’Aurora Boreale”: il pezzo scelto è “Criogenesi”.
Potete vedere il videoclip qui a destra!

Ecco qualche notizia sul disco

“Registrato a Sassari nell’Aprile 2012 con la produzione artistica di Paolo Messere per Seahorse Recordings. Distribuito da Audioglobe. Le canzoni, tutte in italiano, spaziano dal rock con lontani sfondi psichedelici alle ballate-rock, ricercando in molti casi la sperimentazione delle più disparate sonorità.

I testi sono terreni instabili, epifania del perenne disequilibrio tra le tensioni dell’essere umano

e i suoi desideri di rivalsa ed emancipazione, purtroppo sempre più sopiti e conformati. Da qui nascono brani come “Einbinden” e “La presa della coscienza” dove non mancano invettive contro alcuni mali sociali (“curatori di falsi miti”) che solitamente non sono contemplati come tali, e che permettono di mantenere “in piedi ciò che deve strisciare”. “Criogenesi” è forse il brano più

rappresentativo di questo lavoro, desiderio di rinascita dalla consapevolezza che ciò che fluisce e dà vita parte sempre da punti fermi, in tensione continua tra la gravità dell’incudine e lo stupore dell’aurora boreale. “Senza capire” è per tanti versi un miraggio, spesso non comprendere con i sensi è comprendere davvero; “Eufonia”, la piacevole sensazione creata dall’incontro idilliaco tra più suoni, squarcia momentaneamente il velo malinconico creato da due canzoni: “Ballerina”, la storia di una donna messa costantemente “in posa” da una società che la vuole immobile e del suo desiderio di riscatto che cambia “il corso delle colpe”, invertendo le responsabilità di vittima e carnefice”, mentre “Iona” è una ballata che canta un’isola scozzese la cui serenità si scontra con cupi presagi dal cielo.

“Sangue azzimo” pone la questione della perdita da parte degli individui della facoltà di scegliere, delegata per pigrizia o per superficialità a soggetti spesso senza scrupoli, la cui unica fortuna è quella di vivere in un mondo che accetta di non essere realmente informato. Chiudono il disco due canzoni di dis-amore, “Aracne” e “Fiele”, che descrivono repentine metamorfosi che sfociano inevitabilmente in amarezze dove diventa sempre più arduo riconoscere e riconoscersi, ricordare e ricordarsi. Il disco assume i toni dell’aurora boreale e come essa nasce nel freddo ma trae e sprigiona calore dai suoi colori, dalla sua essenza.”

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