One Last Time, Ariana Grande accusata di plagio

Il video di Ariana GrandeOne Last Time” ha debuttato solo qualche giorno fa in Rete, eppure sono partite delle accuse nei confronti della cantante statunitense a poche ore dalla pubblicazione.

La polemica è scattata in seguito al richiamo della band australiana dei Safia. I Safia sostengono che lo sceneggiatore del video di Ariana, Max Landis abbia plagiato il concept del videoclip di “You Are The One” della band, video diretto da Jimmy Ennett e online dallo scorso settembre.

Ecco cosa ha dichiarato la band in un post condiviso sulla pagina Facebook ufficiale: “Potrebbe trattarsi di una coincidenza, ma a noi sembra che il personale dell’etichetta di Ariana Grande o il regista del video abbiano visto la clip del nostro brano ‘You are the one’ e che abbiano leggermente rielaborato il concept rubando alcune idee e spunti qua e là. Non sarebbe la prima volta che le grandi etichette rubano idee a piccoli gruppi creativi indipendenti che cercano di fare qualcosa di diverso ed originale“.

Come testimonianza che ciò che hanno riferito è vero, la band ha postato anche un’immagine che mette a paragone il finale del videoclip di Ariana e quello di “You Are The One”.

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I fan di Ariana si sono subito schierati dalla parte della loro eroina, difendendola dalle accuse e considerando tutto una semplice “coincidenza”. Una coincidenza un po’ troppo ricercata, dato che le scene apocalittiche nel video sembrano le stesse, così come i colori, la confusione attorno alla protagonista che corre per le strade e alla fine giunge sulle braccia del suo fidanzato.

I Safia hanno poi specificato che non intendono approfittare del successo di Ariana per mettersi in vetrina, ma far presente solo quello che ritengono sia giusto: “Vogliamo ringraziare tutti i nostri fan e amici per l’attenzione al nostro lavoro. Troviamo una somiglianza inquietante in certe parti dei due clip, ma non esiste nessun modo per provare se quello di Ariana è stato effettivamente influenzato dal nostro e potrebbe essersi trattato di una genuina coincidenza. Volevamo semplicemente esprimere le nostre preoccupazioni per un problema comune nel settore della musica“.

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