Oscar 2014: Squalificata la canzone di “Alone Yet Not Alone”

Alcuni giorni fa vi abbiamo raccontato lo strano caso di “Alone Yet Not Alone“, il film diretto da Ray Bengston e George D. Escobar che nonostante una distribuzione molto ridotta era riuscito a conquistare una nomination all’Oscar nella categoria della miglior canzone originale: semplice fortuna o concreti meriti artistici?

Il vero motivo, come sospettavano già i detrattori (e gli esclusi dalla cinquina), sembra essere molto più semplice e prosaico: l’autore di “Alone Yet Not Alone” è Bruce Broughton, a capo della sezione musicale dell’Academy tra il 2003 e il 2012 e tuttora membro del consiglio esecutivo. Poche ore fa il consiglio direttivo dell’Academy ha deciso di squalificare la canzone dopo aver scoperto che nei mesi scorsi alcuni votanti erano stati contattati direttamente via email da Broughton: «È possibile che le sue intenzioni fossero buone — spiega il presidente dell’Academy Cheryl Boone Isaacs — ma Broughton ha usato la sua posizione per promuovere la candidatura in modo diretto, ponendosi così in una posizione di vantaggio rispetto agli altri partecipanti».

L’Academy ha però deciso di non sostituire “Alone Yet Not Alone” con un’altra canzone e la cinquina delle best original songs si riduce così a quattro contendenti: “Happy” da “Cattivissimo me 2″ (di Pharrell Williams), “Let It Go” dal film Disney “Frozen” (di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez), “The Moon Song” da “Her” (scritta da Karen O con la collaborazione al testo del regista Spike Jonze) e “Ordinary Love” da “Mandela: Long Walk to Freedom” (degli U2).

E Broughton cosa dice? «Sono devastato — così riporta The Hollywood Reporter — era un modo per fare promozione, sapendo che non avevamo alle spalle campagne pubblicitarie consistenti. Ho solo chiesto che la canzone venisse presa in considerazione».

E se a questo punto vi è venuta voglia di ascoltarla, la trovate qui.

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