Oscar 2016 — 81 nazioni in gara per l’Oscar al miglior film straniero

Finalmente completa la lista dei film in gara per il prossimo premio Oscar al miglior film in lingua straniera.

Come ogni anno in ottobre ogni nazione interessata propone un solo film all’Acadamy fra quelli prodotti nei dodici mesi precedenti. Per essere ammessi alla selezione il film deve essere stato prodotto in larga parte da cittadini o residenti di quella nazione, e la parte predominante dei dialoghi deve essere in una o più lingue diverse dall’inglese. Se poi il film sarà distribuito nelle sale cinematografiche americane entro la fine dell’anno, allora sarà candidabile anche nelle altre categorie di questa edizione dei premi Oscar, la 88esima.

La scelta dei cinque nominati fra queste ottantuno proposte avverrà in due fasi e sarà sottoposta a due commissioni dell’Academy composte dai suoi membri più attivi. Nella prima fase la prima commissione sceglierà sei film mentre una commissione esecutiva ne aggiungerà altri tre, a comporre la short-list di nove pre-candidati che sarà resa pubblica. Nella seconda fase si sceglieranno poi i cinque finalisti. Solo i membri che avranno visto tutti i cinque film nominati potranno votare per scegliere il vincitore.

Per l’Italia la commissione dell’ANICA ha scelto, a sorpresa, il film postumo di Claudio Caligari “Non essere cattivo”, presentato all’ultima Mostra di Venezia (la nostra recensione) e preferito a film come “Il giovane favoloso” di Mario Martone, “Mia Madre” di Nanni Moretti (già proposto dall’Italia nel 2002 con “La stanza del figlio”), “Latin Lover” di Cristina Comencini (in nomination nel 2006 con “La bestia nel cuore”) e altri.

Ricordiamo che l’Italia quest’anno ha prodotto molti film in lingua inglese che possono concorrere per tutte le altre categorie, ammesso che escano negli Stati Uniti prima del 31 dicembre: “Youth – La giovinezza” del già premio Oscar Paolo Sorrentino, “Il racconto dei racconti – Tale of Tales” di Matteo Garrone, “Hungry Hearts” di Saverio Costanzo, “A Bigger Splash” di Luca Guadagnino (quest’ultimo punta alla stagione dell’anno prossimo, però).

È italiano, emigrato, anche il regista della proposta della Germania agli Oscar, Giulio Ricciarelli, con il suo esordio al lungometraggio “Im Labyrinth des Schweigens” (“Labyrinth of Lies”).

Fra gli altri titoli proposti spiccano il vincitore della Mostra di Venezia del 2014 “Un piccione seduto sul ramo riflette sull’esistenza” dello svedese Roy Andersson, e sempre da quella edizione della Mostra l’austriaco “Ich seh, ich seh” (“Goodnight Mommy” che sta riscuotendo un enorme successo negli Stati Uniti) e l’indiano “Court”, vincitore nella sezione Orizzonti”

Dall’ultima edizione della Mostra di Venezia appena conclusa ci prova invece la Polonia (detentore del titolo dall’anno scorso con “Ida”) con il film “11 minut” di Jerzy Skolimowski.

La Francia ha fatto una scelta abbastanza sorprendente ignorando il suo vincitore del festival di Cannes “Dheepan” di Jacques Audiard (già candidato con “Il profeta” nel 2010) e proponendo invece la coproduzione franco-turco-tedesca “Mustang” (presentata nella Quinzaine a Cannes, nei cinema italiani a fine ottobre), parlato in turco.

Dal Festival di Cannes puntano a Hollywood anche il capolavoro ungherese “Il figlio di Saul” di László Nemes (a gennaio in Italia), il piccolo gioiello islandese “Rams – Storia di due fratelli e otto pecore”, vincitore di Un certain régard e in Italia a novembre, e la seconda parte del trittico dell’attore e regista portoghese Miguel Gomes “As mil e uma noites: Volume 2 – O desolado”, le Mille e una notte ambientate nel Portogallo moderno.

Raramente hanno successo, ma spesso ci provano anche le nazioni di lingua inglese a candidare un loro film eccezionalmente parlato in un’altra lingua. Il Regno Unito presenta un film parlato in lingua gallese, “Under Milk Wood”, di Kevin Allen, mentre l’irlandese Paddy Breathnach è volato fino a Cuba per raccontare il suo film “Viva” in spagnolo.

Tra tutte le proposte nazionali l’Academy estrarrà a fine anno una shortlist e, da quella, la cinquina finale dei candidati all’Oscar come miglior film in lingua straniera che sarà annunciata con tutte le altre nomination il 14 gennaio 2016. La cerimonia degli Oscar si terrà poi il 28 febbraio 2016.

Per i completisti, ecco tutte le proposte di quest’anno:

Afghanistan, “Utopia,” Hassan Nazer
Albania, “Bota,” Iris Elezi, Thomas Logoreci
Algeria, “Twilight of Shadows,” Mohamed Lakhdar Hamina
Argentina, “The Clan,” Pablo Trapero
Australia, “Arrows of the Thunder Dragon,” Greg Sneddon
Austria, “Goodnight Mommy,” Veronika Franz, Severin Fiala
Bangladesh, “Jalal’s Story,” Abu Shahed Emon
Belgium, “The Brand New Testament,” Jaco Van Dormael
Bosnia and Herzegovina, “Our Everyday Story,” Ines Tanović
Brazil, “The Second Mother,” Anna Muylaert
Bulgaria, “The Judgment,” Stephan Komandarev
Cambodia, “The Last Reel,” Sotho Kulikar
Canada, “Félix and Meira,” Maxime Giroux
Chile, “The Club,” Pablo Larraín
China, “Go Away Mr. Tumor,” Han Yan
Colombia, “Embrace of the Serpent,” Ciro Guerra
Costa Rica, “Imprisoned,” Esteban Ramírez
Croatia, “The High Sun,” Dalibor Matanić
Czech Republic, “Home Care,” Slavek Horak
Denmark, “A War,” Tobias Lindholm
Dominican Republic, “Sand Dollars,” Laura Amelia Guzmán, Israel Cárdenas
Estonia, “1944,” Elmo Nüganen
Ethiopia, “Lamb,” Yared Zeleke
Finland, “The Fencer,” Klaus Härö
France, “Mustang,” Deniz Gamze Ergüven
Georgia, “Moira,” Levan Tutberidze
Germany, “Labyrinth of Lies,” Giulio Ricciarelli
Greece, “Xenia,” Panos H. Koutras
Guatemala, “Ixcanul,” Jayro Bustamante
Hong Kong, “To the Fore,” Dante Lam
Hungary, “Son of Saul,” László Nemes
Iceland, “Rams,” Grímur Hákonarson
India, “Court,” Chaitanya Tamhane
Iran, “Muhammad: The Messenger of God,” Majid Majidi
Iraq, “Memories on Stone,” Shawkat Amin Korki
Ireland, “Viva,” Paddy Breathnach
Israel, “Baba Joon,” Yuval Delshad
Italy, “Don’t Be Bad,” Claudio Caligari
Ivory Coast, “Run,” Philippe Lacôte
Japan, “100 Yen Love,” Masaharu Take
Jordan, “Theeb,” Naji Abu Nowar
Kazakhstan, “Stranger,” Yermek Tursunov
Kosovo, “Babai,” Visar Morina
Kyrgyzstan, “Heavenly Nomadic,” Mirlan Abdykalykov
Latvia, “Modris,” Juris Kursietis
Lebanon, “Void,” Naji Bechara, Jad Beyrouthy, Zeina Makki, Tarek Korkomaz, Christelle
Ighniades, Maria Abdel Karim, Salim Haber
Lithuania, “The Summer of Sangaile,” Alanté Kavaïté
Luxembourg, “Baby (A)lone,” Donato Rotunno
Macedonia, “Honey Night,” Ivo Trajkov
Malaysia, “Men Who Save the World,” Liew Seng Tat
Mexico, “600 Miles,” Gabriel Ripstein
Montenegro, “You Carry Me,” Ivona Juka
Morocco, “Aida,” Driss Mrini
Nepal, “Talakjung vs Tulke,” Basnet Nischal
Netherlands, “The Paradise Suite,” Joost van Ginkel
Norway, “The Wave,” Roar Uthaug
Pakistan, “Moor,” Jami
Palestine, “The Wanted 18,” Amer Shomali, Paul Cowan
Paraguay, “Cloudy Times,” Arami Ullón
Peru, “NN,” Héctor Gálvez
Philippines, “Heneral Luna,” Jerrold Tarog
Poland, “11 Minutes,” Jerzy Skolimowski
Portugal, “Arabian Nights – Volume 2, The Desolate One,” Miguel Gomes
Romania, “Aferim!” Radu Jude
Russia, “Sunstroke,” Nikita Mikhalkov
Serbia, “Enclave,” Goran Radovanović
Singapore, “7 Letters,” Royston Tan, Kelvin Tong, Eric Khoo, Jack Neo, Tan Pin Pin,
Boo Junfeng, K. Rajagopal
Slovakia, “Goat,” Ivan Ostrochovský
Slovenia, “The Tree,” Sonja Prosenc
South Africa, “The Two of Us,” Ernest Nkosi
South Korea, “The Throne,” Lee Joon-ik
Spain, “Flowers,” Jon Garaño, Jose Mari Goenaga
Sweden, “A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence,” Roy Andersson
Switzerland, “Iraqi Odyssey,” Samir
Taiwan, “The Assassin,” Hou Hsiao-hsien
Thailand, “How to Win at Checkers (Every Time),” Josh Kim
Turkey, “Sivas,” Kaan Müjdeci
United Kingdom, “Under Milk Wood,” Kevin Allen
Uruguay, “A Moonless Night,” Germán Tejeira
Venezuela, “Gone with the River,” Mario Crespo
Vietnam, “Jackpot,” Dustin Nguyen

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