Oscar: Il trionfo dei Coen

Prima lo sciopero degli sceneggiatori, poi la pioggia abbattutasi su un freddo 24 gennaio hollywoodiano, sembravano mettere in pericolo l’ottantesima edizione degli Oscar. E invece, come in ogni festa che si rispetti, i festeggiati hanno avuto la meglio.
Dalla sfilata sul red carpet all’ingresso in sala il passo è stato breve. La cerimonia si è aperta con una rassegna sulle più celebri premiazioni della storia del cinema.
I superfavoriti hanno confermato le aspettative. Ma delle otto nomination a testa messe in tasca dai fratelli Coen e da Paul Thoman Anderson, solo “Non È Un Paese Per Vecchi”, dei fratelli europei, ne ha portate a casa ben quattro. Al film, infatti, vanno i riconoscimenti per miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale (tratta da un libro di Cormac McCarty) e miglior attore non protagonista consegnato allo spagnolo Javier Bardem, nei panni di uno spietato killer. Daniel Day Lewis, magnate dell’oro nero ne “Il Petroliere” di Anderson, è il migliore attore protagonista. Marion Cotillard, Edith Piaf in “La Vie En Rose” di Olivier Dahan, la migliore attrice protagonista; Tilda Swinton, al fianco di George Clooney in “Michael Clayton”, la migliore attrice non protagonista.
Al Kodak Theatre di Los Angeles anche l’Italia ha portato a casa le luccicanti statuette: Dario Marianelli per la colonna sonora di “Espiazione” e la coppia Dante Ferretti – Francesca Lo Schiavo per la scenografia di “Sweeney Todd” di Tim Burton.

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