Ozptek contro l’omofobia

Dopo trent’anni di battaglie, l’omofobia è ancora al centro dei nostri problemi sociali. Lo dice Ferzan Ozpetek, regista italiano di origine turca, che ha trattato il tema dell’omosessualità in molti suoi film. Anche nell’ultimo, “Mine Vaganti”, in uscita il 12 marzo.

«Non bisogna mollare, non si deve dare per scontato quel che ci pare di aver conquistato – dice Ozpetek – Noi viviamo in un mondo ovattato, dove tutto è carino e piacevole e tutto è tollerato. Ma fuori non è così. Fuori ci sono figlie lesbiche rifiutate dalle madri, figli gay osteggiati dai padri, se non uccisi, come è capitato qualche anno fa a Siracusa. Un fatto di cronaca che mi impressionò fortemente. Ci sono violenza, intolleranza, ci sono le ronde, i picchiatori, ci sono i bulli che tormentano i ragazzini. Ma il mio non è un film sui gay, è un film sul rapporto tra un genitore e un figlio». Il figlio, Tommaso, è interpretato da Scamarcio, è un ragazzo che torna al suo paese, dopo aver studiato a Roma, con l’intenzione di dichiarare apertamente la propria omosessualità alla famiglia. Ma viene anticipato dal fratello (interpretato da Alessandro Preziosi) che lo batte sul tempo. Di fronte alla reazione sconvolta del padre (Ennio Fantastichini) Tommaso si vedrà costretto a dissimulare e a occuparsi, per il momento, delle questioni familiari.

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