AC/DC, nuove accuse per Phil Rudd: dovrà tornare in tribunale

L’ex batterista degli AC/DC, Phil Rudd, arrestato il mese scorso, è stato nuovamente accusato di aver violato le condizioni della sua condanna per presunto possesso e consumo di alcol.

Nella nuova udienza in tribunale, svoltasi proprio questa mattina (3 agosto) a Tauranga (Nuova Zelanda), il batterista, occhiali scuri e giacca firmata Ac/Dc, ha negato tutte le accuse, in particolare quella di aver bevuto alcol, cosa che gli è severamente proibita finché resterà ai domiciliari. Secondo il procuratore invece ci sarebbero prove evidenti dell’accaduto. Rudd dovrà, in ogni modo, ripresentarsi in tribunale il 24 novembre prossimo.

Il 9 luglio, l’ex AC/DC, era stato condannato a otto mesi di arresti domiciliari per possesso di metanfetamine, marijuana e per minacce di morte. Il batterista avrebbe infatti offerto un’ingente somma di denaro a un suo socio per “far fuori” uno dei suoi ex dipendenti, con l’accusa di non aver contribuito al successo del suo album solista “Job Head”.

Phil Rudd giustificò così l’accaduto: “Ero particolarmente stressato in quel periodo, tornando in Australia mi sono accorto che il lancio del mio nuovo album si era rivelato un disastro totale. Ero veramente fuori di testa”, nonostante ciò il batterista ha comunque espresso il suo rammarico per la vicenda: “Mi sono accorto delle conseguenze sbagliate delle mie azioni”.

 

 

 

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