Ad/Dc, Phil Rudd ammette minacce di morte e possesso di droga

Phil Rudd, storico batterista degli AC/DC, si è dichiarato colpevole per le accuse di minacce di morte, possesso di metanfetamina e marijuana. Questa la nuova puntata di una telenovela giudiziaria iniziata lo scorso anno in Nuova Zelanda quando Rudd venne indagato per aver minacciato di morte un suo ex dipendente e la figlia, oltre che possesso di droga; inizialmente era anche accusato di avere assoldato persino un sicario. Rudd, 60 anni, è stato rilasciato su cauzione in attesa di un udienza di giudizio prevista a giugno. Il musicista rischia fino a sette anni di carcere per l’accusa di minacce di morte.
Un’insolita scappatoia nella legge neozelandese, però, dà al giudice il potere discrezionale di non emettere una condanna anche nel caso in cui un imputato si sia dichiarato colpevole – allorchè il giudice ritenga le conseguenze di una condanna più gravi del reato. Una mossa che potrebbe consentire al reo-confesso di cavarsela in qualche modo.

Questa vicenda è come se fosse una grossa palla di formaggio, racconta Rudd in un intervista rilasciata ai media neozelandesi lo scorso dicembre, e i topi ci si stanno buttando sopra in cerca di un pezzo. Tutti sentono le persone sbagliate. Dovrebbero sentire me, sono una buona persona, e pure un bravo batterista, per la cronaca. Chiedete ad Angus, ve lo confermerà.

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