Pirateria: Americana vince contro le case discografiche

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Persa una battaglia decisiva da parte dei discografici americani. Ma non la guerra, qualcuno potrebbe aggiungere.

Ecco la storia.
Jammie Thomas, 30 anni, disoccupata e condannata a pagare 222.000 dollari per violazione del copyright, avendo scaricato musica illegalmente grazie al peer-to-peer.
Jammie Thomas, oggi, è libera da ogni accusa e non dovrà sborsare neanche un centesimo di quei 222.000 dollari. Alla base della sentenza di Michael Davis, giuidice distrettuale del Minnesota in capo al processo, un motivo semplice e potente: “Rendere disponibile un file su rete peer to peer non significa che quel file sia stato in effetti scaricato da altri e che quindi sia stato distribuito. È un reato distribuire il file protetto da copyright, non il semplice metterlo in condivisione (l’intenzione di reato non è perseguibile)”. Sarà ora compito del RIAA – Recording Industry Of America – dimostrare che la donna abbia effettivamente partecipato a uno scambio di file protetti da copyright, e non a una condivisione.

Una sentenza storica, visto che la multa a Jammie Thomas sarebbe stato il solo caso di vittoria da parte dei detentori di copyright in un processo sul peer-to-peer. Anche in Italia, infatti, pare che i casi di multe pagate per reati simili si riferiscano tutti a patteggiamenti e mai a sentenze avvenute dopo un effettivo dibattimento.

Fonte: repubblica.it

URL Fonte: http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/musica-digitale/sconfitta-major/sconfitta-major.html

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