Pirateria: La rivolta dei provider danesi

Danimarca.

Tele2 si è arresa davanti alle accuse dei giudici e alle loro richieste di dirottare il traffico degli utenti lontano dal sito di The Pirate Bay. L’ordinanza del tribunale, che deriva dalle pressioni della International Federation of the Phonographic Industry e che impone l’applicazione di filtri DNS come soluzione per l’allontanamento dei netizen dalla Baia dei Pirati, è rivolta a tutti i provider che operano in Danimarca e nessuno potrà considerarsi esonerato, pena salate multe.

Altri ISP danesi hanno invece deciso di spiegare le loro ragioni alla Corte Suprema, sulle base delle stesse motivazioni che iiNet sta usando in sua difesa in Australia, ovvero l’inefficacia dei filtri e l’impossibilità dei provider di agire sul caro vecchio libero arbitrio dei propri abbonati. Ecco le parole di Jens Ottosen: “Il nostro compito è quello di rendere accessibile l’informazione: quando le persone prendono un taxi e comunicano la destinazione, l’autista non mette in questione la legittimità dell’indirizzo. Accedere a The Pirate Bay non è di per sé una violazione del copyright noi offriamo l’accesso ai nostri abbonati e spetta a loro decidere se agire in maniera illegale”.

E se questo non dovesse essere abbastanza, a salvare gli intermediari della rete arriverà The Pirate Bay, nella persona di BrokeP, alias Peter Sunde, il quale, impegnato attualmente a difendere la sua Baia in Svezia, ha minacciato di denunciare l’IFPI per aver turbato la competizione sul mercato danese dei contenuti.

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