Pirateria: Processi in piazza

Un milione di dollari per aver condiviso in rete sette brani, sette anni fa. Questa la cifra richiesta dalla R.I.A.A. al ventiquattrenne Joel Tenenbaum. Trasparenza è invece la risposta di Charles Nesson, avvocato difensore di Tenenbaum e docente presso la facoltà di legge di Harvard.

La strategia dell’avvocato e della sua squadra si fonda su un semplice principio: tutti devono avere la possibilità di osservare come l’associazione dei produttori discografici agisce nei confronti di studenti, madri di famiglia, disabili e malati. Attraverso la trasmissione in diretta dei processi si potrà infatti dimostrare l’incostituzionalità delle strategie adottate dalla RIAA: abuso di processi civili per ottenere risarcimenti sproporzionati, fondati peraltro su indagini che violano la privacy del cittadino. Elementi sulla base dei quali Charles Nesson vuole convincere tutti tribunali a non accettare più le argomentazioni dell’industria discografica. Gli stessi principi hanno permesso al gruppo legale del Prof. Nesson di ottenere che gli atti del processo contro Jammie Thomas fossero resi pubblici.

La trasparenza, stando alle dichiarazioni del legale, costituirebbe inoltre un’occasione anche per la stessa RIAA. Il pubblico, sempre più coinvolto, avrebbe infatti modo di comprendere anche le motivazioni e la campagna educativa che l’associazione dei produttori discografici sta cercando di diffondere nel paese. Tuttavia l’industria discografica non ha accolto con particolare entusiasmo la richiesta e solo il 13 gennaio si saprà se avrà deciso di negarsi o meno alle telecamere.

Fonte: punto-informatico.it

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