Pirateria: Un aiuto per le band

È questione di punti di vista. Come sempre.
Ancora una volta si torna a parlare di pirateria. È il turno di Steve Knightley (Show Of Hands).

Non si tratta di violare i diritti di nessuno. La musica è un fenomeno collettivo. Sono le case discografiche che, con l’avvento dei dischi, hanno cercato di ribaltare questo concetto, facendo credere che fosse possibile un modello basato sul consumo individualista di musica. La musica, invece, è fatta per essere condivisa. È dunque normale ed auspicabile che le canzoni passino di mano in mano. Una persona cui piace la musica degli Show Of Hands masterizza un cd e lo regala a un amico. Questo amico si interessa, viene al concerto e compra il cd originale. Lo stesso potrebbe valere per un bootleg. Il passaparola, qualunque cosa ne pensino le case discografiche, è l’unico modo possibile per farsi conoscere e per creare una rete di fan.

Ed è da quelli che la pensano come Knightley, quelli per cui la musica è un fenomeno sociale, che sono nate le cassette di pixel. Ovvero spazi in rete dove creare playlist, secondo il sano vecchio principio della cassetta mista. Per un gruppo che carica i propri brani, nessun problema. Per gli altri qualche problema invece c’è stato. Tanto che Muxtape, primo sito ad offrire il servizio, è stato sospeso a nemmeno un anno dalla nascita, per problemi con la Recording Industry Association of America. Come nella migliore delle tradizioni è già disponibile un altro servizio: Opentape. Opensource e decentrato, potrebbe addirittura driblare gli attacchi del RIAA e delle industrie discografiche diventando legittimo mezzo di promozione dalle band indipendenti.

Fonte: punto-informatico.it

URL Fonte: http://punto-informatico.it/2386356/PI/News/copiate-nostro-bene.aspx

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