Pivot: Non sono una tabella, né giocano a basket

PIVOT in tour

5 novembre 2008 – Milano @ La casa 139 – 12 euro + d.p
6 novembre 2008 – Roma @ Circolo Degli Artisti + Four tet
7 novembre 2008 – Torino @ Club to Club Festival + Four tet
8 novembre 2008 – Firenze @ Viper Club

Prevendite aperte su www.ticketone.it

La prima band australiana a firmare con la Warp arriva in Italia per 4 date per presentare il nuovo album
“O Soundtrack My Heart” (Warp/Spingo)

Arrivano da lontano i Pivot: come anni (il gruppo nasce in fase embrionale ancora alla fine degli anni ’90) e come luoghi (Australia). Ma oggi, nel 2008, sono una delle realtà più immediate e sorprendenti che si possano incontrare. Merito della Warp, da tempo l’etichetta-guida della scena elettronica e in generale delle musiche più coraggiose e innovatrici, che è andata a scovarli dopo aver ricevuto nel 2007 in ufficio un loro demo (corredato da un hot dog, giusto per far colpo). Ma merito soprattutto dei Pivot stessi: la loro combinazione esplosiva di energia da garage rock e cerebralità prog, di elettronica e analogico, di sperimentazione e, come dicono loro, di “gioia apocalittica” li ha posti subito al centro dell’attenzione dei media di mezzo mondo, a partire da quelli anglosassoni.
Il loro album uscito ad agosto, “O Soundtrack My Heart”, è descrivibile come una specie di incontro/scontro tra le loro varie influenze: partono da Jean-Michel Jarre e Vangelis, passano per la new wave dei primi Talking Heads e arrivano a sfiorare i territori estremi degli Autechre; il tutto condito da molto, molto humour. Dal vivo poi Dave Miller e i fratelli Pike, Laurenz e Richard (con quest’ultimo che era, strano ma vero, la controfigura di Ewan McGregor nell’ultimo “Guerre Stellari”), sono una di quelle esperienze davvero da non perdere, in grado come sono di guidare il pubblico in mezzo a groove, distorsioni, architetture storte e colpi di scena sonori. O, come ha scritto NME, di creare l’atmosfera “di una colonna sonora di John Carpenter reinterpretata però dai Battles, lì dove tessiture intricate e puro piacere del party entrano in collisione”.

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