Porno-Tax: Ecco come si attuerà

Proseguiamo un lungo e – a quanto risulta dai dati in nostro possesso – assai seguito discorso.
È uscito il 13 marzo scorso l’atteso decreto di attuazione della legge che ha istituito la Porno-Tax.
Il provvedimento rende esigibile l’addizionale del 25% del reddito complessivo netto proporzionalmente corrispondente all’ammontare dei ricavi o dei compensi derivanti dalla produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale pornografico.

Lo prevede il D.P.C.M. 13 marzo 2009 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 13 marzo 2009, n. 60) con il quale viene data attuazione alle disposizioni dell’articolo 31, D.L. 29 novembre 2008, n. 185.

In particolare il provvedimento specifica che per materiale pornografico devono intendersi “i giornali quotidiani o periodici, con i relativi supporti integrativi, e ogni opera teatrale, letteraria, cinematografica, audiovisiva o multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico, in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti”.

Tale tributo viene anche previsto per le trasmissioni di maghi e cartomanti (e di tutte quelle figure che in tv fanno leva sulla credulità popolare) “accessibili attraverso servizi telefonici a pagamento o nelle quali sia prevista, a carico dell’utente, ogni altra dazione economica, in qualunque forma corrisposta in relazione alla prestazione, nell’ambito della trasmissione stessa”.

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 13 marzo 2009

Definizione di materiale pornografico e di trasmissioni volte a sollecitare la credulita’ popolare, nonche’ relative disposizioni di carattere fiscale.

(GU n. 60 del 13-3-2009)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 dicembre 2005, n.266, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006)» ed in particolare l’art. 1, comma 466;

Visto l’art. 31 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2;

Su proposta del Ministro per i beni e le attivita’ culturali;

Adotta
il seguente decreto:

Art. 1.
Oggetto

1. Ai sensi dell’art. 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, nonche’ ai sensi dell’art. 31, comma 3, primo periodo, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2:

a) per «materiale pornografico» si intendono i giornali quotidiani o periodici, con i relativi supporti integrativi, e ogni opera teatrale, letteraria, cinematografica, audiovisiva o multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico, in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti;

b) per «trasmissioni volte a sollecitare la credulita’ popolare» si intendono le trasmissioni, accessibili attraverso servizi telefonici a pagamento o nelle quali sia prevista, a carico dell’utente, ogni altra dazione economica, in qualunque forma corrisposta in relazione alla prestazione, nell’ambito della trasmissione stessa, resa da cartomanti, indovini, taumaturghi e medium o comunque da soggetti che fanno riferimento a credenze magiche, astrologiche, divinatorie e analoghe.

Art. 2.
Modalita’ di determinazione dell’addizionale all’imposta sul reddito ed altre disposizioni di carattere fiscale

1. Al fine della determinazione della addizionale all’imposta sul reddito di cui al combinato disposto dell’art. 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni ed integrazioni, e dell’art. 31, comma 3 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, i soggetti ivi indicati, che esercitano l’attivita’ di produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione del materiale pornografico individuato ai sensi dell’art. 1 del presente decreto, nonche’ le emittenti che effettuano le trasmissioni di tale materiale, provvedono alla compilazione di apposito prospetto della dichiarazione relativa all’imposta sui redditi.

2. Per quanto non diversamente disposto dall’art. 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, e dal presente decreto, per la dichiarazione, gli acconti, la liquidazione, l’accertamento, la riscossione dell’imposta dovuta, nonche’ per il contenzioso, le sanzioni, e ogni altro aspetto, si applicano le disposizioni previste ai fini delle imposte sui redditi.

3. Per l’attuazione delle disposizioni di cui all’art. 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, possono essere sottoscritti accordi di collaborazione, ai sensi dell’art. 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, tra l’Agenzia delle entrate e il Dipartimento per l’informazione e l’editoria, la Direzione generale per il cinema e la Direzione generale per lo spettacolo dal vivo del Ministero per i beni e le attivita’ culturali, il Ministero dello sviluppo economico – Settore comunicazioni e l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni.

Roma, 13 marzo 2009.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi
Il Ministro per i beni e le attivita’ culturali Bondi

Scroll To Top