Pussy Riot: Don’t preach

Per il collettivo russo punk femminista, dopo 5 mesi al fresco, l’accusa oggi chiede 3 anni.
Sentenza un po’ eccessiva, paragonata al misfatto: queste riot grrrl hanno pronunciato una piccola preghiera anti Putin sul sagrato della cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca. E hanno pure chiesto scusa precisando che non c’era alcun intento blasfemo ma era chiaramente una presa di posizione politica.

Certo avrebbero potuto scegliere un posto diverso, evitando di fare alterare i cristiani, ma forse la preghiera non avrebbe avuto lo stesso impatto. Va de sé che super star dello showbiz hanno mostrato solidarietà alle Pussy Riot, tragli altri: Madonna, Sting e Red Hot Chili Peppers (quelli cioè che hanno la tessera socio attivo del club “appoggiamo le cause sociali del mondo”).

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