Riva Starr: Nuovo album a giugno

Ad inizio giugno sarà pubblicato “Hand In Hand”, il nuovo album di Riva Starr che vede la partecipazione di Horace Andy, Roots Manuva, DJ Sneak, Rsslll the Disaster, Speech Debelle, Bob Andy, Vinicio Capossela ed altri ancora..

“Il nome di Riva Starr si è imposto nella scena elettronica internazionale nel 2009 grazie ad una miscela innovativa di house latineggiante che lo ha portato a pubblicare I suoi primi lavori su etichette underground di prima importanza quali Get Physical, Dirtybird e Made to Play (Maria, La Conga, War Drums).

Ma ben presto il suo spirito eclettico lo ha portato a sperimantare altre sonorita’ (ed a sorprendere is uoi fans) con collaborazioni sempre diverse e mai banali a partire da un leggero sapore electro-fidget con Jesse Rose, il mastodontico balkan beat di ‘I Was Drunk’ (con la partecipazione del folle duo francese Noze)…e ora, dopo un ulteriore girovagare tra la dub minimalista di Get Naked con Fatboy Slim e Beardyman sull’etichetta indie Moshi Moshi (Metronomy, Kate Nash, Florence & the Machine, Hot Chip etc) e vari esperimenti “esotici” (Vuoi Fumar, Mucho Gusto e Opa) ha deciso di mostrarci finalmente il suo vero volto.

Riva Starr (al secolo Stefano Miele) sembra continuamente spuntare fuori nei modi e nei luoghi più inattesi: dal supporto di Annie Mac al suo viaggio ne l passato con Ce Ce Rogers e Jestofunk (Together), a Sir David Rodigan – guru Raggae di Kiss FM – che ha in esclusiva la sua collaborazione con Bob Andy (The Care Song) e ancora a Giles Peterson, che ha supportato il brano con Russell, l’ex cantante della band ‘The Research’ (Absence – primo singolo del secondo album).

Tutto ciò mentre suona al Fabric di Londra con Rossko, all’ Avalon (di Los Angeles) con Pete Tong, al Size Matters con Steve Angello e al Pacha con DJ Sneak e Pirupa, per non parlare della sue prossime performance della label ‘Snatch’, presente a Creamfields con la propria tenda con artisti del calibro di Duke Dumont, Claptone e Shadow Child e della festa sempre Snatch! a Miami con il Blue Marlin Ibiza e… Jesse Rose.

Insomma, se a questo aggiungete remix per Gossip, Usher, Estelle, Plan B, Lauren Pritchard, Wiley, Fatboy Slim, Marina and the Diamonds, Manu Chao, Noze, Dennis Ferrer, Cajmere, Major Lazer, Steve Angelo, Reboot, Azari & III e altri ancora, non è detto che questa sia la strategia migliore per solidificare e far crescere la propria carriera, ma in un era che preferisce delle nicchie ben definite e una rigida classificazione, c’è chi ha ancora voglia di prendersi dei rischi.”

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