roBOt Festival, presentata a Bologna la settima edizione

È stata presentata sabato 27 settembre, presso la Sala Savonuzzi di Palazzo d’Accursio a Bologna, la settima edizione del roBOt Festival, evento di musica elettronica che si terrà dall’1 al 5 ottobre. Sono intervenuti Andrea Giotti (project manager di roBOt Festival), Alberto Ronchi (Assessore alla Cultura e Rapporti con l’Università del Comune di Bologna), Duccio Campagnoli (Presidente BolognaFiere) e Marco Ligurgo ( Direttore Artistico roBOt Festival).

Come è stato più volte sottolineato, roBOt Festival è la lampante dimostrazione di come la città di Bologna sia ormai considerata un punto di riferimento musicale, ma soprattutto culturale, non solo nella sua regione, ma in tutta Italia ed anche all’estero.

«Quest’anno i due terzi delle prenotazioni per questo evento si sono registrate al di fuori dell’Emilia Romagna», ha ribadito Giotti. Il project manager dell’evento ha inoltre manifestato l’intenzione di voler raggiungere, nel lungo periodo, i risultati economici del gigantesco Sònar Festival, che si tiene ogni anno a Barcellona e che è stato preso come vero e proprio modello di riferimento.

A dimostrare la crescita costante del festival nel corso degli anni, ci sono una serie di elementi, a partire dai luoghi in cui si terranno i concerti: Palazzo Re Enzo, il MAMbo (il Museo d’Arte moderna di Bologna) e, novità assoluta, BolognaFiere. In merito, Duccio Campagnoli ha espresso la sua soddisfazione, dichiarando che «il suo ruolo organizzativo non è solo quello di aprire i padiglioni  agli aventi, ma trasmettere una vocazione  in tutta la città grazie alle numerose attività musicali e culturali promosse».

Per quanto riguarda invece gli ospiti, il programma di quest’anno ci regalerà delle sorprese di spessore. Oltre ai numerosi dj provenienti da tutta Europa (e non solo) e alla musica underground, la scena elettronica di Berlino verrà a visitarci con artisti del calibro di Moderat e Apparat, che inizierà dietro alla consolle alle 4:30 di notte, costringendoci  a coricarci solo la mattina di domenica 5. «Contattare i Moderat e Apparat è stata forse l’impresa più difficile, ma se quest’anno hanno accettato l’invito vuole dire che ormai il roBOt Festival ha raggiunto una portata internazionale», ha detto Marco Ligurgo. Altri musicisti degni di nota sono Populos, Dark Sky, Gold Panda, John Hopkins e Factory Floor.

Inutile dire che anche il Comune di Bologna ha centrato l’obiettivo, grazie alla collaborazione che ha instaurato con tutti coloro che hanno voluto investire in questo progetto, scorgendoci del potenziale. «Uno dei numerosi intenti è stato anche quello di colmare il gap generazionale tra vecchi e giovani, portando la musica elettronica di tutto il mondo al grande pubblico», ha detto Alberto Ronchi, che poi ha chiuso il suo lungo discorso con una citazione di Duke Ellington: «non esistono generi musicali, ma solo bella o brutta musica».  P

er sottolineare ancora di più l’attualità della manifestazione, gli organizzatori hanno deciso di adottare lo slogan #lostmemories, che fa riferimento al sovraccarico delle informazioni che il nostro cervello è costretto ad assorbire nell’era della digitalizzazione. Insomma, nulla è stato lasciato al caso. E va bene così.

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