Rock Island Festival 2010: Dal 30 giugno al 4 luglio musica a volontà

Dal 30 giugno al 4 luglio si terrà a Bottanuco, provincia di Bergamo, la diciannovesima edizione del Rock Island Festival.

E l Rock Island Festival edizione 2010 potrete vedere dal vivo: ZU, Chaos Physique, Bancale, Moltheni, Giuliano Dottori, Stardog, Massimo Volume, Valentina Dorme, Ultimo Attuale Corpo Sonoro, Zen Circus, Criminal Jokers, Sakee Sed, Edda,
Brunori sas e Unòrsominòre.

L’ingresso è gratuito e tutto il ricavato andrà devoluto in beneficenza.

Trovate tutte le informazioni sul Rock Island Festival 2010 nel comunicato stampa qui sotto.

ROCK ISLAND FESTIVAL
Diciannovesimo Atto

Rock Island Festival è la storia della musica indipendente in Italia.
Un festival, una vetrina, una festa, un modo di intendere non solo la musica ma anche la realtà che la circonda.
Mai banale, sempre nuovo, pronto a raccontare di uno spaccato contemporaneo che dai primi anni novanta ci ha catapultati in un millennio pieno di interrogativi.
Rock Island Festival è cultura, è ricerca, è qualità.
Rock Island Festival è quanto di più inaspettato e vero possa accadere nel cuore della provincia italiana.
Rock Island Festival ha la tua faccia perché è per te che è nato e resiste.
E allora celebriamoci, perché siamo ancora qui dopo DICIANNOVE ANNI.
Nonostante la crisi.
Nonostante le ipocrisie dilaganti.
Nonostante chi è nato ieri e ci vuole fare i conti in tasca.
Siamo ancora qui.
NOI, come sempre.
Finalmente.

ROCK ISLAND FESTIVAL
19ª EDIZIONE
dal 30 Giugno al 4 Luglio 2010
Bottanuco (BG)

Ecco il cast:

Mercoledì 30 Giugno
ZU
Chaos Physique
Bancale

Giovedì 1 Luglio
MOLTHENI
Giuliano Dottori
Stardog

Venerdì 2 Luglio
MASSIMO VOLUME
Valentina Dorme
Ultimo Attuale Corpo Sonoro

Sabato 3 Luglio
ZEN CIRCUS
Criminal Jokers
Sakee Sed

Domenica 4 Luglio
EDDA
Brunori sas
Unòrsominòre

L’ingresso all’area sarà rigorosamente GRATUITO.
Saranno attivi bar, ristorante e pizzeria.
L’intero incasso sarà destinato ad iniziative scopo benefico.

www.rockislandfestival.com
www.myspace.com/rockislandfestival
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Mercoledì 30 Giugno
ZU
In uscita a Febbraio 2009 “Carboniferous” il nuovo cd degli Zu ed il primo per la Ipecac Recordings di Mike Patton. Lo stesso Patton, che e’ stato spesso ospite degli Zu nel corso degli ultimi tour, e’ presente in due brani del disco, mentre King Buzzo dei Melvins suona la chitarra in un brano registrato in session con gli Zu a Los Angeles. Il disco e’ frutto di una lunga gestazione in cui tutti i brani sono stati provati e riprovati dal vivo fino ad arrivare alla forma attuale, ed e’ stato prodotto da Giulio Ragno Favero (Teatro Degli Orrori) presso il Blocco A di Padova ed Officine Meccaniche, Milano. Il trio, come sempre composto da Luca Mai (sax) Massimo Pupillo (basso) e Jacopo Battaglia (batteria ed elettronica), sara’ in tour da inizio 2009 per promuovere l’ album. Sono gia’ annunciate date in tutta Europa, USA, Canada, Giappone, Israele, e Messico. Carboniferous segna una grossa evoluzione degli Zu, sia per il suono che per la struttura e la composizione. Il titolo indica l’era geologica della formazione dei fossili, e l’ art work segue concettualmente l’ idea di recupero dei propri fossili dal centro della terra, in quello che e’ sicuramente il disco piu’ viscerale, diretto ed aggressivo del gruppo. Gli Zu sono sempre stati in evoluzione e mai uguali a se stessi nel corso di 14 uscite discografiche dal 1999 ad oggi, ma e’ la prima volta che il recupero della musica con cui sono cresciuti, dal metal piu’ estremo all hardcore evoluto, esce fuori in maniera cosi’ evidente, pur mantendo l’ innato approccio sperimentale ed innovativo . Nel corso degli ultimi 8 anni gli Zu sono stati la band italiana piu’ attiva all’ estero con piu’ di 120 date l ‘anno e la non-modica cifra di piu’ di 1000 concerti in tutto il mondo, con tour spesso condivisi con il meglio della scena mondiale: Sonic Youth, The Melvins,Fantomas, Dalek, Nomeansno, Lightning Bolt, The Ex, The Ruins, etc…I cd precedenti sono usciti con etichette indipendenti in tutto il mondo, dall’ Europa agli Stati Uniti al Giappone all’ Australia, e sono stati recensiti e votati nelle classifiche delle maggiori testate mondiali, dal The Times al Village Voice di NY a The Wire. La vita musicale degli Zu e’ costellata di collaborazioni: le ultime in ordine temporale, quelle con Mike Patton ed i Melvins, che suggellano la firma con l’etichetta Ipecac.
Negli anni passati spesso tour e registrazioni sono stati condivisi anche con: Dalek, The Ex, Nobukazu Takemura, Damo Suzuki, Mats Gustafsson, Peter Brötzmann, Hamid Drake, Ken Vandermark, Alvin Curran, Paal Nilssen-Love, Fred Lonberg- Holm, Altered States, Eugene Chadbourne, Han Bennink, Steve MacKay (The Stooges), etc… Dopo la colonna sonora dal vivo per la compagnia teatrale Societas Raffaello Sanzio nello spettacolo “Vexilla Regis Prodeunt Inferni”, e la partecipazione al Gent Film Festival con la collaborazione con la videoartista Carola Spadoni, e’ ora la volta della composizione una colonna sonora per un lungometraggio, il nuovo film di Alex Infascelli per ora chiamato “Nell’ Ombra” ed interpretato da Fabrizio Bentivoglio. Progetti in corso: la bigband con i Dalek, con un cd pronto, ed il quartetto con Rob Wright, voce e basso dei Nomeansno, con un cd in fase di lavorazione. Altri progetti, sotto altri nomi ma con i tre componenti del gruppo sono: Black Engine con Eraldo Bernocchi- con un cd uscito per Wallace ed un DVD con ospite FM Einheit degli Einsturzende Neubauten, in fase di lavorazione, e Garden Of Evil con la pianista classica Katia Labeque: progetto di rivisitazione delle musiche di Bernard Herrmann.

http://www.myspace.com/zuband

CHAOS PHYSIQUE
Progetto nato a maggio 2009 sono la scienza delle soluzioni caotiche a cui prendono parte Amaury Cambuzat (ULAN BATOR,FAUST), Pier Mecca(F.IU.B.), Diego Vinciarelli (SEXY REXY).
I tre giostrano in un universo a volte dilatato e a volte rumoroso ma sempre comunque di forte impatto emotivo. Ad ottobre è uscito l’album d’esordio dei CHAOS PHYSIQUE dal titolo “the science of chaotic solutions”, edito da Jestrai records. Titolo emblematico che ben rende la idea della musica dei tre. Le atmosfere a volte sono quasi rarefatte e altre invece sature di energia rock.
L’album è composto da 8 pezzi ed è stato concepito interamente in studio nel tempo record di 5 giorni (sia registrazione che missaggio). Hanno registrato nel prestigioso RED HOUSE RECORDINGS di Senigallia utilizzando i macchinari di un tempo,si perché l’analogico suona meglio non c’è storia. Il tutto in presa diretta perché il sudore c’è e deve rimanere anche sul
prodotto finale. I pezzi spaziano dal rock dei settanta al kraut-rock delle migliori tradizioni sino al noise. I tre però non amano le definizioni e i riferimenti ad altre band, hanno forse la presunzione di fare cose che ricordano solo i CHAOS PHYSIQUE. Al popolo la sentenza..

http://www.myspace.com/chaosphysique

BANCALE
I Bancale nascono nel settembre del 2006 per mano di Luca Barachetti e Alessandro Adelio Rossi, a cui si aggiungerà di lì a poco Fabrizio Colombi degli Infarto, Scheisse!. L’idea iniziale è quella di scrivere canzoni in cui il blues delle origini incontri le rispettive inIluenze dei tre componenti del gruppo per raccontare sia nei testi che nelle atmosfere dei brani la provincia bergamasca come luogo geograIico, sociale ed esistenziale. La formazione prevede una voce che dice-canta, una chitarra e una serie di tamburi e lamiere. Nel gennaio 2009 il gruppo pubblica Bancale ep, che raccoglie i frutti di due anni di lavoro, dal settembre 2006 all’agosto 2008, passati in studio ad imbastire canzoni polverose, materiche, tra blues, noise, folk, ambient e post-rock. Fin dalla sua uscita il disco viene accolto con pareri positivi sia dal pubblico che dalla critica, guadagnandosi i favori di webzine e riviste quali Rumore e Blow Up (che ha dedicato ai Bancale anche un’intervista, apparsa sul numero #131).
Dopo l’uscita dell’ep il gruppo bergamasco ha intrapreso una serie di concerti che gli ha permesso fra le altre cose di suonare lo scorso maggio al festival Neverland presso l’Amigdala Theatre di Trezzo d’Adda (MI) con Samuel Katarro, Lombroso e Zen Circus e in apertura della data dei Massimo Volume lo scorso luglio al Musical Zoo Festival di Brescia. A dieci mesi di distanza dalla pubblicazione, nell’ottobre 2009 i Bancale rieditano il loro primo ep in download gratuito sul loro sito, in una versione completa di copertina e retrocopertina con in aggiunta il video del brano Crinale e un racconto inedito di Luca Barachetti intitolato Albero di Natale. Dopo la ripubblicazione in download gratuito dell’ep, i Bancale riprenderanno i loro live a partire dagli appuntamenti del 16 e 17 ottobre rispettivamente al Centro Attivo Don Chisciotte di Arezzo e al Circolo ARCI Valverde di Forlì, per proseguire poi il 4 dicembre con la data al Bloom di Mezzago (MI) in apertura dei NoGuru; mentre è iniziata da alcuni mesi la lavorazione dei brani – alcuni dei quali già proposti dal vivo – che andranno a formare il nuovo disco.

http://www.myspace.com/ilbancale

[PAGEBREAK] Giovedì 1 Luglio
MOLTHENI
Umberto Giardini alias Moltheni nasce nelle Marche il giorno che entra l’estate del 1968. Fin da giovane mostra un particolare interesse e predisposizione per il disegno e la pittura, ma anche la musica non tarderà ad affacciarsi nella sua vita pochi anni dopo.
Fonda negli anni ottanta insieme ad alcuni amici gli Hameldome, proponendosi come batterista. Seguirà poi un progressivo allontanamento dalla musica suonata, contemporaneamente ad una continua ricerca legata alle riviste specializzate del settore, come ai concerti live, che tanto stimoleranno le sue visioni future applicate al lavoro.
L’ascesa artistica di Moltheni inizia a Milano nel 1994, con i primi appunti su carta e i primi accordi col suo nuovo strumento, la chitarra. Giunto a Bologna nel 1997, registra il suo primo demo che notato da Francesco Virlinzi lo porterà a firmare l’anno dopo il suo primo contratto discografico con la Cyclope Records di Catania. Nel 1999 esce il suo album di esordio Natura in replay. Del 2001 è il secondo disco, registrato in Nord Carolina, negli States.
Nel 2005 Moltheni passa alla Tempesta Dischi (Venus), pubblicando tre album e un EP, più un bootleg in vinile di registrazioni live in teatro, datato 2006. A fine 2009 esce la raccolta Ingrediente novus, a dieci anni dall’esordio discografico. Tra polemiche sulla scena indipendente italiana e l’annuncio di voler concludere il progetto Moltheni, il cantautore rimane un simbolo del nuovo fermento discografico fuori dagli schemi e dalle logiche del mercato.
Nuovi arrangiamenti e brani inediti per uno dei rappresentati di spicco della nuova scena cantautorale italiana. Minimalista, intimista e ricercato, Moltheni lascia spazio a momenti di rarefatto intimismo tra folk, rock e psicadelia. Liriche profonde ed eleganti sono incorniciate da arrangiamenti delicati e struggenti.
La formazione: Moltheni voce, Giacomo Fiorenza basso, Floriano Bocchino tastiere, Gianluca Schiavon batteria, Marco Marzo chitarre.

http://www.myspace.com/moltheni

GIULIANO DOTTORI
Giuliano è nato a Montreal, ma vive da sempre a Milano. Ha esordito come cantautore nel 2007 con l’album “Lucida” (Ilrenonsidiverte/Audioglobe), che ha ottenuto un ottimo riscontro di critica e pubblico ((Rolling Stone lo ha definito “Un esordio toccante”), portandolo a suonare in tutta Italia (più di cinquanta concerti). TEMPORALI E RIVOLUZIONI Il nuovo album dal 6 novembre 2009 nei negozi di dischi su VIA AUDIO RECORDS / VENUS DISTRIBUZIONE. Giuliano Dottori è nato in Canada, a Montreal, ma vive da sempre a Milano. Chitarrista dal curriculum denso di collaborazioni importanti (tra le ultime, Amor Fou e Atleticodefina), ha esordito come cantautore nel 2007 con l’album Lucida, che ha ottenuto un eccellente riscontro di critica e pubblico (Rolling Stone lo ha definito “Un esordio toccante”).
Temporali e Rivoluzioni è il suo secondo disco da solista. Registrato alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani, vede la produzione artistica di Giovanni Ferrario (musicista e produttore che vanta collaborazioni con artisti del calibro di John Parish, P.J. Harvey e Morgan). Il disco segna definitivamente l’eleganza quale marchio di fabbrica di questo cantautore e stupisce accarezzando, con il calore di un canto sommesso e ineludibile. Temporali e Rivoluzioni è infatti un piccolo scrigno fatto di ballate tiepide e brani più rabbiosi, arpeggi preziosi ma anche virate psichedeliche, atmosfere come brezze morbide, arrangiamenti magistralmente cuciti addosso a dieci tracce che colpiscono ognuna per la propria soffice aristocrazia sonora. Ma al centro rimane sempre la canzone, con testi amari e a tratti disincantati che toccano l’Io e il sempre più difficile mondo che sta fuori. Temporali e Rivoluzioni è un disco morbido e reattivo al tempo stesso, decisamente più aperto e maturo dell’esordio, un disco sulle crisi contemporanee, interiori e intimiste (Chiudi l’emergenza nello specchio) ma anche sociali (Inno nazionale del mio isolato) e sulla ricerca di un rinnovamento che sembra impossibile trovare. Questo disco è fatto di poesia, amara e delicata, ospitale e sempre
coraggiosa.
www.myspace.com/giulianodottori

STARDOG
Un caleidoscopio musicale che fonde eclettismo sonoro ed attenzione alla stesura dei testi, con eleganza e ruvidità. Fili immaginari che s’intrecciano tra gli anni ’80 e l’esperienza compositiva tipica della canzone d’autore italiana, come dire: il Duca Bianco a confronto con Luigi Tenco. Nel 2003 inaugurano la loro carriera live, aprendo l’unica data in Italia di Maximilian Hecker e partono in tour, convinti – com’è giusto – che si cresce solo tra la polvere di un palco! Pubblicano nel 2004 l’EP “Venid A Ver La Sangre Por Las Calles”, prodotto in collaborazione con il Progetto Sottosuono di Lecco e distribuito da Goodfellas: rock noir, tra il primo Nick Cave e un Chris Isaak uscito a sbronzarsi con David Lynch. Sempre nel 2004 condividono il palco con gli americani El Guapo e con One Dimensional Man. Il loro disco è recensito da tutte le principali riviste musicali, fanzine, webzine, ed apprezzato da molti musicisti, tra cui Howe Gelb (Giant Sand) e Chris Eckman (Walkabouts). Nel 2005 la svolta; la scrittura prende la strada dell’italico linguaggio che sfocia in una decina di brani. Le nuove canzoni vengono fatte ascoltare ad amici musicisti che esprimono giudizi più che positivi, come ad esempio Riccardo Tesio dei Marlene Kuntz, e che convincono la band a proseguire in tale direzione. In questo periodo, aprono l’unica data italiana di Howe Gelb, e con lui registrano un’intensa versione di “Out On The Weekend” di Neil Young; partecipano al MiAmi, Festival che presenta in cartellone artisti come Paolo Benvegnù e Marta Sui Tubi; vincono il concorso organizzato dall’Arci milanese – “East Is West” – e suonano in apertura del concerto di Bugo. Vedono il loro brano “The Crash” inserito nella compilation allegata alla rivista “Losing Today” e partecipano ad altre due compilation, con il brano “Eva vs Eva”. L’anno si chiude in bellezza: a novembre ricevono il Premio M.E.I. 2005 come migliore produzione indipendente, in una serata che vede assegnati riconoscimenti anche ad Afterhours e Offlaga Disco Pax. Nel 2006 proseguono l’attività live: da segnalare l’opening act sulla data milanese di Paolo Benvegnù e la prima esperienza live fuori dai confini italiani, con il concerto allo Shelter Club di Vienna. Sono protagonisti di Cadaveri A Passeggio (www.cadaveriapasseggio.com), progetto auto-prodotto realizzato insieme ad altre sei bands; quest’esperienza si evolve attraverso la registrazione di un nuovo brano che vede in veste di special guest Amaury Cambuzat degli Ulan Bator. L’anno seguente è caratterizzato da una gratificante vita “on the road”, che li porta, tra le altre cose anche a condividere il palco meneghino con Morgan (Bluvertigo – X Factor). – È di questo periodo l’esigenza di registrare una serie di nuove canzoni che segna l’inizio della collaborazione con lo studio Frequenze, di Monza. Il 2008, va ricordato per tre eventi fondamentali nel percorso artistico di Stardog: la vittoria nella finale del nord Italia del concorso City Music Lab Contest; la partecipazione al prestigioso tributo discografico dedicato al cantautore Faust’o, con una versione elettronica del brano “Suicidio”; la collaborazione con Luca Urbani (Soerba & Zerouno), per il brano scritto ed eseguito in duetto, “Sai, Carmelo”. I primi mesi del 2009 sono dedicati allo studio di registrazione, per la produzione del disco d’esordio OLTRE LE NEVI DI PIAZZA VETRA, ha visto la luce il prossimo 18 settembre 2009 pubblicato dalla nuovissima label Frequenze Records, legata a doppio filo con Discipline. Anche nel caso di Frequenze, la distribuzione è affidata a Venus.

http://www.myspace.com/stardogband

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MASSIMO VOLUME
Il nucleo originario dei Massimo Volume si forma a Bologna nell’inverno del 1991. Nel 1993 il gruppo firma il primo contratto discografico per la Underground Rec. È il momento di “Stanze”, il primo album. Il suono della band è personalissimo. Pezzi d’impatto, tesi e distorti, si mescolano a momenti più introspettivi: brani come “Alessandro”, “In nome di Dio”, “Stanze Vuote”, pur mantenendo una forte carica emotiva, si muovono in questo senso. L’album ha un ottimo riscontro di critica e pubblico. I concerti si susseguono a ritmo incalzante. Nel 1994 le major si accorgono del gruppo e, agli inizi di marzo, i Massimo Volume vengo messi sotto contratto dalla Wea che licenzierà il loro secondo lavoro “Lungo i bordi”. La produzione artistica viene affidata a Fausto Rossi, da sempre modello per Clementi e soci, di un modo di fare musica fuori dai canoni imposti dal mercato. Ne nasce un rapporto a tratti difficile, ma ispirato al punto da dare vita a una delle pietre miliari del nuovo rock. Il gruppo si libera definitivamente da ogni legame con modelli stranieri. Il disco è potente, dal suono inconfondibile. “Il Primo Dio”, “Meglio di uno specchio”, “Inverno ’85″, “Fuoco Fatuo”, diventano nel giro di poco tempo dei classici. Si accorge di loro anche John Cale, che si propone come produttore di “Da Qui”, il loro terzo lavoro. La direzione del disco viene però affidata a Steve Piccolo (già Lounge Lizard). È il 1997. I Massimo Volume passano alla Mescal. Rispetto al precedente lavoro, “Da Qui” risente del progetto portato avanti da Clementi e Sommacal nel periodo intercorso tra i due album: una sorta di laboratorio in cui i nuovi pezzi hanno preso forma attraverso delle performance dal vivo per voce, chitarra e harmonium. È così che sono nati: “Qualcosa sulla Vita”, “Atto Definitivo”, “Sotto il Cielo”. La musica si fa scarna, evocativa, mentre le parole tessono brevi storie in cui ricorrono sempre gli stessi personaggi, canzone dopo canzone, creando un vero e proprio mondo poetico, lo stesso che si ritrova in “Gara di Resistenza”, raccolta di racconti scritta da Emidio Clementi per la Gamberetti editrice. Il disco non concede nulla al facile ascolto; è struggente e sarcastico, fatto di silenzi e tensione.
Passano due anni e i Massimo Volume tornano ancora a stupire con un nuovo lavoro che spiazza critica e pubblico: “Club Privé”. Le canzoni si alternano a brani recitati, la ritmica si fa incalzante, fraseggi jazz si insinuano nel tessuto musicale. Un album ricco e struggente, a tratti misterioso, che segna una nuova linea di fuga nel percorso artistico del gruppo. La produzione artistica è affidata a Manuel Agnelli degli Afterhours che riesce a dare una compattezza unica al suono. I testi si staccano dalla forma racconto per creare con poche pennellate un mondo fatto di sensazioni e ricordi che colorano magistralmente l’ultimo capitolo di una storia sempre più affascinante a cui si è aggiunto, a Gennaio, il 1° romanzo di Emidio Clementi “Il Tempo di Prima”, uscito per la casa editrice Derive/Approdi. Il primo singolo estratto, “Privè”, è stato affiancato da un video squisitamente “teatrale”, che pur non rispondendo a tutti i requisiti patinati di un qualsiasi clip, ha avuto una buona rotazione all’interno dei canali musicali – televisivi italiani. La tournèe, partita immediatamente a ridosso dell’uscita del disco è proseguita ininterrottamente, affiancata da un nuovo progetto parallelo che si è “insinuato” nel lavoro live dei Massimo Volume: “Gli agnelli clementi” uno spettacolo di reading, condiviso da Emidio “Mimì” Clementi e da Manuel Agnelli, itinerante per tutta la penisola. Il 15 novembre 2000 è uscito nelle sale cinematografiche “Almost Blue”, opera prima del regista romano Alex Infascelli, tratta dal romanzo omonimo di Carlo Lucarelli (premiato con il David di Donatello e con il Nastro d’argento in qualità di regista esordiente). La colonna sonora del film, pubblicata il 2 febbraio 2001, è stata interamente curata dai Massimo Volume, candidati anch’essi per il “Nastro d’argento” nella categoria O.S.T. del Festival cinematografico di Taormina. Oltre a riproporre alcuni brani presenti nei precedenti lavori discografici (“Fuoco fatuo”, “Pizza Express”, “La città morta”, “Avvertimento” e “Ti sto cercando”…quest’ultima utilizzata sulle scene di apertura del film), i Massimo Volume si sono cimentati in un commento sonoro completamente inedito, dilatato ed evocativo, che si sposa in maniera perfetta con le tinte scure del thriller. Tra le particolarità, una versione strumentale e riletta del classico di Elvis Costello che da il titolo al film. Il 28 settembre 2001, per la Fazi Editore, è stato distribuito nelle librerie “La notte del pratello”, secondo romanzo (nonché terzo libro) scritto da Emidio Clementi. Nel febbraio 2002 arriva una notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: i Massimo Volume decidono di sciogliersi e d’interrompere il loro comune percorso artistico. Nei mesi / anni a seguire, Vittoria Burattini suona con i Franklin Delano mentre Egle Sommacal incide un disco solista per solo chitarra intitolato “Legno”. Emidio “Mimì” Clementi, crea nel 2004 il progetto El-Muniria, e pubblica grazie alla Homesleep Records il CD “Stanza 218″. Le restanti energie creative vengono veicolata sul fronte letterario; sempre per la Fazi Editore dà alle stampe “L’ultimo Dio”, pubblicato nel 2004, mentre è prevista per Gennaio 2009, questa volta da parte di Rizzoli, la pubblicazione del 5° libro e 4° romanzo: “Premendo Forte”. Dopo sei anni di pausa, nel 2008 i Massimo Volume accettano di tornare a condividere la loro musica. Due grossi eventi siglano questo rientro sui palchi italiani: la partecipazione al Traffic Festival nella serata condivisa con Patty Smith ed Afterhours e la sonorizzazione de “La caduta di casa Usher”, suggestivo progetto realizzato per conto del Museo del Cinema di Torino e messa in scena (sempre a Torino) alle Officine Grandi Riparazioni (OGR). Ora, i ritrovati Massimo Volume sono pronti per riprendere il filo del discorso live interrotto sei anni fa. Dopo un tour nei club e nei festival (sia con il concerto dei Massimo Volume che con la sonorizzazione de “La Caduta di Casa Usher”) che tra il 2008 e il 2009 ha riscosso un grandissimo successo di pubblico e critica e l’innesto del nuovo chitarrista Stefano Pilia, i Massimo Volume sono in procinto di pubblicare un album live (Mescal/EMI) e stanno preparando l’atteso nuovo album previsto per i primi mesi del 2010.

http://www.myspace.com/volumemassimo

VALENTINA DORME
Fine del 1992: a Mario Pigozzo Favero viene l’idea di mettere in piedi una band. Raccatta musicisti di tutto rispetto e nascono così i Valentina Dorme. Dopo vari cambi di formazione, la line up si stabilizza in Mario alla voce e alla chitarra, Massimiliano Bredariol alla batteria, Mario Gentili al basso e Alberto Scapin alla chitarra. Dopo un anno di lavoro arriva il primo demotape autoprodotto con il titolo “Leggero Anticipo”, seguito nel 1994 da “Iena Qualsiasi”, altro nastro autoprodotto in appena 300 esemplari. Finalmente arriva la firma con un’etichetta. La Forsbury Records infatti decide che l’indie pop dei Valentina Dorme merita decisamente un trattamento migliore. La band si rimette al lavoro e nel 2002 esce il primo disco ufficiale. “Capelli Rame” è un ottimo esempio di rock d’autore made in Italy, di un indie pop poetico e intimista, dolce o pungente ma sempre semplice e studiato. Un disco del genere non resta di certo nell’ombra e così si merita il titolo di Miglior Album Italiano d’esordio 2001/2002 assegnato da Mucchio Selvaggio. Alla fine del 2004 esce l’EP di quattro brani “Maledetti Pettirossi” il cui booklet anticipa i testi di futuri lavori e svela quello di brani del passato. Dopo un’attenta e studiata gestazione nel 2005 esce il secondo disco ufficiale dei Valentina Dorme. “Il Coraggio Dei Piuma” ancora una volta stupisce tutti per la sua stupefacente semplicità, per la capacità di Favero di scrivere delle poesie sonore in cui musica e testo si muovono tenendosi teneramente per mano, per la capacità di avvicinarsi per qualche istante al suono di Afterhours e Marlene Kuntz per poi lasciare senza parole con una ricercatezza unica delle sonorità. I Valentina Dorme hanno pubblicato nell’estate 2009 il loro terzo album, La carne: prodotto da Giulio Favero (Il Teatro degli Orrori, Zu, One Dimensional Man), disco che si nutre di ossessioni cinematografiche(Marco Ferreri) e amorose. Perché, come scriveva Marcel Proust, “l’amore ha poco d’amoroso e non fa rima con cuore!”. I Valentina Dorme lo sanno. E lo cantano.

http://www.myspace.com/valentinadorme

ULTIMO ATTUALE CORPO SONORO
Ultimo Attuale Corpo Sonoro è un progetto di incontro tra verso italiano e musica sperimentale che nasce nella provincia di Verona e matura trovando stabilità e coerenza compositiva nei primi mesi del 2003, approdando a formazione definitiva. Sonorità che seguono l’avanguardia strumentale e l’indipendente cantautorale lo-fi sono unite ad un approccio etico e poetico influenzato da Godspeed You! Black Emperor, Consorzio Suonatori Indipendenti, Jason Molina, Sigur Ròs. Nel 2004 Ultimo Attuale Corpo Sonoro è ospite di “Tales”, una compilation a sostegno dell’Associazione Amarelo, attiva per l’infanzia brasiliana, con il brano “Crepuscolo sulla spiaggia di Coney Island”. Incentrato sulla raccolta di poesie di F. G. Lorca “Poeta en Nueva York”, il primo disco ufficiale titola “Nueva York: Strade e Sogni”, realizzato grazie alla collaborazione di A.R. Production. Concentrato di nausea e violenza consapevole, oltranzismo poltico e sofferenza postmoderna, è stato presentato al M.E.I. di Faenza presso l’etichetta Samigo, che lo ha premiato come proposta emergente più originale del 2004. Il brano “Natale sull’Hudson” appare nella compilation 09 di Losingtoday. Nel corso del 2006, Ultimo Attuale Corpo Sonoro dà il via ad una sentita collaborazione con l’Associazione Ustioni Edizioni. Partecipa così al progetto “L’Altrove”: un percorso di avvicinamento tra poesia e musica d’autore. Ultimo Attuale Corpo Sonoro dà il suo contributo accostando Pier Paolo Pasolini e Giovanni Lindo Ferretti all’interno del volume di raccolta di poesie che fa da supporto ad un disco titolato “Terra in vista”. In “Terra in vista” suona due brani: una riproposizione di “Memorie di una testa tagliata” del Consorzio Suonatori Indipendenti ed “Ultima lettera al Millenovecentosettantacinque”, un brano inedito dedicato all’intellettuale assassinato ad Ostia. A supporto del progetto, Ultimo Attuale Corpo Sonoro ha suonato all’auditorium della chiesa di San Pio X di Verona, collaborando con l’attore Daniele Partelli. Il 25 aprile del 2009 Ultimo Attuale Corpo Sonoro ha pubblicato il suo secondo disco, “Memorie e violenza di Sant’Isabella”per l’etichetta indipendente veronese Manzanilla musica&dischi; l’Italia degli ultimi cinquant’anni, Pier Paolo Pasolini, lo stragismo del potere, l’amore di Nazim Hikmet, la biografia di Rimbaud romanzata da Kerouac. Violenza post-moderna come unica via per riconciliarsi con la Nostra memoria storica. Registrato nelle sue parti presso l’associazione culturale Emporio Malkovich, grazie all’aiuto prezioso e professionale di Alessandro Longo e Martino Modena. Ultimo Attuale Corpo Sonoro cerca di convincere; di convincere chi non ha ancora capito; e di convincere chi non ha voluto capire. Perché il tempo è ora. E perché ora è il tempo.

http://www.myspace.com/ultimoattualecorposonoro

[PAGEBREAK] Sabato 3 Luglio
ZEN CIRCUS
Le tre realtà discografiche più creative ed di spicco del panorama indipendente italiano formano un inedito dream team per il nuovo disco degli Zen Circus. Ormai Appino, Ufo e Karim sono una certezza del Rock indipendente Italiano, che da circa una decade contemporaneamente unisce e divide il pubblico. Toscanacci, ma non diteglielo mai. Hanno cominciato suonando per le strade un Folk-Punk che in Italia non si era mai visto. Debitori agli esordi degli statunitensi Violent Femmes, paragone costante che hanno combattuto negli anni facendo dischi sempre diversi e finendo poi negli ultimi anni per suonarci assieme come membri aggiunti e prendendo Brian Ritchie come quarto membro per scrivere un disco a quattro mani che poi è l’ultima uscita: Villa Inferno. Di quest’ultimo capitolo se ne è parlato non poco nel 2008. Un gruppo Italiano che collabora con tre delle figure più seminali della storia del rock mondiale (Violent femmes, Talking Heads, Pixies) non è cosa da poco. Ma ciò nonostante gli Zen rimangono sempre nel limbo di una fama nazionale che non è ancora major ma nemmeno più indie. Che sia la loro salvezza? Al ritorno dal tour Australiano, dove sono stati headliner insieme a gente come Nick Cave, quando tutti pensavano che l’estero li avrebbe ammaliati e ce li avrebbe portati via loro scrivono: “Ci è venuta una voglia matta di tornare in Italia, finire il disco nuovo dedicato al questo paese morente che abbiamo girato in lungo e largo, in ogni pertugio, villaggio, città.” Una realtà live devastante infatti che veramente non si ferma mai. A dimostrarlo il tour di Villa Inferno: l’ultima data è a Settembre 2009, che è contemporaneamente il mese di uscita di questo nuovo capitolo Andate Tutti Affanculo il primo disco tutto in Italiano, richiesto a gran voce da tutti coloro che in Figlio di Puttana e Vent’Anni hanno trovato la nuova via per gli Zen del futuro. Per gli Zen nazionalpopolari. E loro lo fanno, il disco in Italiano, ma lo chiamano così. Ci prendono tutti per il culo? Può darsi ma che male ci sarebbe? D’altronde lo dicono chiaramente: mai prendersi troppo sul serio. Ma questo nuovo capitolo, quando lo ascolterete, lo troverete dannatamente serio. Andate Tutti Affanculo è un disco Italianissimo fatto da una band internazionale. È la vera mediazione fra il punk rock americano stralunato da cui provengono gli Zen e un cantautorato nazionale che potremmo definire una mezza via fra il primo Lucio Dalla, Piero Ciampi e Rino Gaetano. Ed il giovane De Andrè innamorato di Brassens. Ed il Beat dei bei tempi andati. Insomma il melting-pot continua; non ci saranno quattro lingue questa volta, ma la capacità di mescolare influenze di alto livello con la proprio personalità -al solito- regna sovrana. E collaborano di nuovo: nel disco troverete la voce di Nada, le chitarre di Giorgio Canali (CSI, PGR, Rossofuoco, Le Luci Della Centrale Elettrica) il sempiterno Brian Richie e l’immaginario di Davide Toffolo (T.A.R.M.) il tutto inscatolato dal Produttore Manuele “Max Stirner” Fusaroli che dagli studi NHQ di Ferrara negli ultimi anni ha portato nelle nostre case, in silenzio, alcuni fra i migliori dischi della scena indipendente Italiana, da Le Luci aka Vasco Brondi, a Tre Allegri Ragazzi Morti, Giorgio Canali, Bugo e tanti tanti altri. Insomma hanno suonato con tutti, ovunque: italiani e stranieri. Le loro storie sono fiabe disincantate, la loro biografia sembra un libro sul Punk ’77, i commenti su di loro sempre in bilico fra amore ed odio. Tutti li conoscono ma molti se ne vegognano: Troppo diretti? Troppo veri? Di certo non pagano dazio al rock italiano ’90. Scordatevi quindi parole ricercate e citazionismi colti. Scordatevi paure e dolcezza: nel circo zen trovate solo rabbia, odio, amore disperato, voglia di vivere e morire. I Pagliacci ubriachi del proletariato del duemila. Sì, quella parola dimenticata: Proletariato aggiornato ai tempi di Internet. Rassegnatevi, questo paese forse troppo piccolo o forse mai piccolo abbastanza per loro, piano piano comincia a puzzare di Circo Zen. E non c’è solo il punk, l’energia vitale del rock per necessità. C’è la poesia con gli occhi lucidi, le rive dei fiumi che dividono, le città troppo ubriache di notte e troppo serie di giorno. La sconfitta di un paese che prende a calci in faccia i propri pregi. Concludiamo citandoli: “Non vi libererete tanto facilmente di noi!”
www.myspace.com/thezencircus

CRIMINAL JOKERS
I Criminal Jokers nascono a Pisa a metà degli anni zero e sono poco più che ventenni ai giorni nostri. Poche chiacchiere rispetto al passato quindi, ma molta sostanza nell’oggi.
Nascono come Buskers in chiave punk, mutando strumentazione ed attitudine dai concittadini Zen Circus e quindi da tutto un certo tipo di folk punk americano figlio dei Violent Femmes e dei Cramps. La personalità e la costanza li allontanano presto da influenze “pesanti” e riescono a scrivere una manciata di brani che poco hanno da invidiare – se non nulla – a band più anziane o blasonate. L’ingresso del chitarrista Francesco Pellegrini, già tra le fila dei livornesi Walrus, importa nella band la scarica elettrica new wave che mancava alla base ritmica storica (Francesco Motta e Simone Bettin) per completare una mutazione in una band capace di affrontare il primo disco con la testa alta. Il disco intitolato “This was supposed to be the future” esce a fine novembre per Iceforeveryone/Infecta/Audioglobe ed è prodotto artisticamente da Andrea Appino, chitarrista e voce degli Zen Circus appunto, che partendo dal proprio legame stretto che lega questa giovane band alla propria, ha deciso di elettrificare e comprimere il suono fino ad allontanarlo definitivamente dal folk e portarlo nei territori più fumosi della wave che diventa addirittura quasi dark. Complice dietro al mixer anche Manuele “Max Stirner” Fusaroli, produttore di molti fra i dischi di maggior successo della scena indipendente italiana: Le Luci della Centrale Elettrica, Giorgio Canali, Tre Allegri Ragazzi Morti, Zen Circus, Sikitikis, Redworm’s Farma e molti altri. Con un live set davvero energico (e ci mancherebbe, vista la giovane età dei tre ragazzi) ed anche insolito (il cantante principale è anche il batterista che suona in piedi dei tamburi improbabili posseduto come in un sabba) i Criminal Jokers sono pronti a conquistare questo paese, e speriamo per loro, anche molti altri.

http://www.myspace.com/thecriminaljokers

SAKEE SED
I Sakee Sed sono Marco Ghezzi e Gianluca Perucchini, due ragazzi bergamaschi classe 1984 e 1986, cresciuti ai piedi della Roncola, grigio monte bergamasco. Dopo aver suonato per due anni come De Seekas, gruppo di stampo stoner-rock, i due si ritrovano ad avere a che fare con Howard, pianoforte di inizio secolo, che li porta a capovolgere (letteralmente) stile e nome. “Alle basi della Roncola” è il titolo del loro album d’esordio come Sakee Sed, colorito e tetro allo stesso tempo, compatto e multi sfaccettato ma dall’impatto immediato. Il disco raccoglie 13 canzoni che uniscono leggerezza e paranoia, amicizia e odio, fantasia e delirio, in sospeso tra una grigia dimensione rurale e un colorato mondo animato bagnato di LSD. Strumenti vecchi e usurati e registrazioni semplici caratterizzano il suono. È infatti sulle melodie di Howard, spazzolate da una batteria danzante, che la fantasia corre all’atmosfera di un polveroso Saloon, quasi che in bocca arriva il sapore di tabacco. E intorno l’armonia di chitarre acustiche, elettriche, vibrafoni, banjo, ukulele, organi, basso, cori, si fonde con la voce mattutina di Marco. Giochi di parole, metafore e allusioni caratterizzano i loro testi. La concretezza di alcune immagini si incastra a racconti che hanno il sapore di una malinconica favola. I Sakee Sed sembrano aver ancora il tempo per ascoltare i racconti dei bambini, i suoni della natura e del suo farsi umana e sembrano chiamare in causa proprio tutto, dalla musica introspettiva e densa a storie di alcool, droga e farmaci, paure, quotidianità ed amore. Dal vivo i Sakee Sed ripropongono il disco variando il set da acustico a elettrico e sono spesso e volentieri accompagnati dalla ‘family’ una cricca di musicisti-amici che comprende Nicolas Restivo [n!], Martina Togni e Thomas Maffi.
www.myspace.com/sakeesedfamily

Domenica 4 Luglio
EDDA
Stefano Edda Rampoldi, per molti anni è stato il cantante dei Ritmo Tribale, una delle rock band italiane più importanti degli anni ’90. Con i Tribali ha inciso 5 album e un ep.
La rock band milanese, negli anni, ha suonato ovunque: dal centro sociale Leonkavallo di Milano al palco del primo maggio in piazza a Roma, da Arezzo Wave al New Music Seminar di New York. Nel ’96, durante il tour di Psycorsonica, Edda abbandona la band.
Ricompare nel 2008, con dei video casalinghi su You Tube. Accanto a lui gli amici Andrea Rabuffetti (musicista) e Walter Somà (musicista e autore di testi e musiche). Si crea un gran movimento e curiosità attorno al canale You Tube eddaponteggi: nuove canzoni ricche di anima e spessore, con un Edda in stato di grazia. Edda viene messo sotto contratto dall’etichetta Niegazowana, e comincia a lavorare su una selezione di brani da inserire nel suo debutto solista. A gennaio 2009 Edda ha registrato il suo primo album «Semper Biot» alle OfYicine Meccaniche e al Noise Factory di Milano con la produzione artistica di Taketo Gohara. I suoi compagni d’avventura sono quelli di sempre: Walter Somà e Andrea Rabuffetti. Walter, autore di molti dei brani presenti sull’album, è anima integrante insieme a Edda dell’intero progetto. Invece Andrea ha suonato tutto il suonabile: chitarre, mandolino, mandola, laud, harmonium, marimba, una tastierina casio da 12 mila lire e altri giocattoli di dubbia provenienza. Sono passati a dare il loro prezioso contributo alcuni ospiti illustri: Alberto Fabris (contrabbasso), Mauro Pagani (violino), Alessandro “Asso” Stefana (banjo, ukelin, chitarre e organo), Pacho (percussioni), Achille Succi (sax e clarino basso), Mauro Ottolini (trombone), Josè Fiorilli (hammond) e Cesare Picco (piano). L’album è preceduto dal singolo «Fango di Dio», scritto da Walter Somà. Il 6 giugno 2009 Edda si è esibito in anteprima assoluta al Mi Ami Festival di Milano. Un ritorno accolto con grande calore, emozione e commozione da parte del pubblico presente. Tra la folla: molti vecchi fan, i componenti dei Ritmo Tribale, Vasco Brondi (Le Luci Della Centrale Elettrica), Vinicio Capossela ad assistere con entusiasmo a un ritorno trionfale.Oltre ai pezzi nuovi, in scaletta alcuni indimenticabili brani dei Ritmo Tribale: «Uomini», «Amara», «Invisibile» e addirittura una cover di Giusy Ferreri, «Stai fermo lì». «Semper biot»: sempre nudo.Edda sul palco e sul disco sputa verità allo stato puro, toccando corde speciali in chi ascolta. Una sberla. Che non può lasciare indifferenti.Riempie vuoti e crea altre voragini. C’è la vita, la morte, la poesia, l’oscurità, la luce, la ricerca, l’amore, tanto amore dentro. La bellezza e la schifezza di ciò che ci gira dentro.
www.myspace.com/stefanoeddarampoldi

BRUNORI SAS
Denominazione sociale: Brunori Sas di Dario Brunori & c.
Oggetto sociale: Ginocchia sbucciate, palloni bucati e ragazzi di provincia. Il mare d’inverno e le cotte d’agosto. Pugili e Aiorellini stracciati.
Brunori Sas è Dario Brunori, dalla provincia di Cosenza, cantautore. Imprenditore mancato e neo-urlatore italiano. Le sue canzoni sono disadorne e dirette, ora disilluse ora romantiche, ironiche e cremose, Ailtrate attraverso sonorità secche e retrò: quel retrò che è l’immaginario dei ricordi dei 30enni di oggi, ossia i primi anni 90. Il punto di non ritorno. Già con i Blume e con il collettivo Minuta, Brunori Sas sviluppa un percorso personale, riallacciandosi alla pura e semplice canzone all’ italiana (Da Gaetano a Graziani, da Ciampi a Santercole), forgiandosi di rimandi provinciali e ricordi sbiaditi di un lungomare che fu. Il suo primo album – “Brunori Sas – Vol.1″- si è aggiudicato il PREMIO CIAMPI 2009 COME MIGLIOR DISCO D’ESORDIO . Info sul socio accomandatario: Dario Brunori esordisce discograAicamente nel 2003 nel collettivo virtuale “minuta” per cui Airma 3 brani in altrettante compilation tematiche. Nel 2005 fonda con Matteo Zanobini e Francesca Storai la dream-pop band “blume”, con cui pubblica l’album “In tedesco vuol dire Aiore” che riceve un grande consenso in ambito indipendente e che viene premiato nel 2006 da una giuria di esperti in occasione del MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti). Sempre con Matteo Zanobini scrive e interpreta la indie
hit “90210″ sotto le sincere spoglie dei “the Minnesota’s”. È autore di canzoni e musiche per alcune serie d’animazione televisive, e collabora attivamente tra gli altri con Andrea Zingoni, Rai Trade, Lanterna Magica e Melazeta.

http://www.myspace.com/brunorisas

UNòRSOMINòRE
Prendete dell’indie rock, del power pop, della wave, uno spruzzo di psichedelia, chitarre grunge q.b., aggiungete testi (in italiano) sull’intimista-esistenzialista, et voilà unòrsominòre., il nuovo progetto solista di kappa, già cantante – chitarrista – compositore dei lecrevisse (indie band veronese autrice del celebrato “(due.)”, disco uscito nel 2003 per Jestrai records e recensito col massimo dei voti su tutta la stampa di settore). Il progetto unòrsominòre. (si scrive proprio così, con accenti e punto) nasce nel freddo inverno del 2005, e giunge nel marzo 2009 alla pubblicazione del primo, omonimo album per l’etichetta I Dischi del Minollo (www.myspace.com/minollorecords). Il disco viene ristampato con la colaborazione di Alka records (www.myspace.com/alkaproduzioni) e la distribuzione Audioglobe nel gennaio 2010, dopo aver ricevuto entusiastiche recensioni sulla stampa specializzata. La musica di unòrsominòre. è la sublimazione pop delle tensioni emotive e rumoristiche dell’indie rock lecrevitico, in una fusione di power pop, indie, alternative, wave, psichedelia, vero e proprio rock&roll ruvido e irriverente, e pop delicato e rafUinato. Canzoni mature ed eclettiche, dirette ma mai scontate. unòrsominòre. coltiva intimismo, esistenzialismo, cosmologia, chitarre, emotività, melodie, suoni e parole. Tra le inUluenze citate dallo stesso kappa per unòrsominòre., i sempre amati Motorpsycho, i Dinosaur Jr., i Talk Talk degli ultimi, visionari dischi, i Cure, i Notwist, i Wilco, i Death Cab For Cutie; e sul versante delle liriche, in egual misura i grandi cantautori (Fossati su tutti) e gli alUieri del nuovo rock italiano (Agnelli, Benvegnù). [La band che segue unòrsominòre. sul palco è attualmente composta da Enrico Tedeschi (basso), Manuel Brunelli (batteria), e Mauro Falsarolo (chitarra e sintetizzatore. Nei concerti di unòrsominòre. il lato pop lascia spazio all'anima rock: i set sono potenti e sanguigni, alle composizioni più recenti viene data nuova energia, e nella scaletta trovano sempre posto alcuni brani del repertorio dei lecrevisse.]

http://www.myspace.com/unorsominore

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