Sanremo 2020: il primo Festival formato Spotify

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Sarà un’edizione formato Spotify quella numero settanta del Festival Della Canzone Italiana, in scena al Teatro Ariston di Sanremo dal 4 all’8 febbraio 2020.

I 22 big, annunciati in maniera quantomeno bizzarra da Amadeus dopo lo scoop clamoroso di “Chi, sembrano infatti usciti da una di quelle playlist strane auto-generate di Spotify, capaci di catalizzare milioni di utenti selezionando brani che spaziano dalla trap all’indie. E sarà proprio questo il filo conduttore della Kermesse, basato non più sull’autorialità sapientemente orchestrata da Baglioni nei due anni precedenti, ma da un perfezionamento della gestazione di Carlo Conti: quindi artisti diversissimi tra loro, tra usato sicuro (Achille Lauro, Vibrazioni, Gualazzi, Gabbani), nomi acchiappafan (Elettra Lamborghini, Riki), lieti ritorni (Irene Grandi, Michele Zarrillo) e cantanti in cerca della consacrazione definitiva (Levante, Diodato).

Non manca la quota itpop con i Pinguini Tattici Nucleari nè il rap d’autore, dove Anastasio troverà in un confronto che potrebbe svantaggiarlo Rancore, rapper dalle capacità eccezionali sicuramente d’ispirazione per il vincitore di X Factor ; da segnalare l’artiglieria pesante di Maria De Filippi, motivata a conquistare i primi posti delle classifiche con la partecipazione di Alberto Urso (pericolosissimo in ottica podio), Giordana Angi, Elodie e il già citato Riki; curiosità inoltre per Piero Pelù, all’esordio assoluto all’Ariston.

Mancante la quota “coraggio”, rappresentata esclusivamente da Morgan e Bugo, musicisti che, diciamocelo, avremmo preferito vedere insieme qualche anno prima quando erano al massimo delle forze. Totalmente oscura invece la presenza di Paolo Jannacci, il vero salto nel vuoto del cast.

Cosa ci aspetterà quindi da questa edizione? Il direttore artistico è stato certamente abile nel costruire un cast variegato cassando dalla gara i volti storici che hanno fatto grande il Festival nel corso degli anni. La speranza è che la Kermesse-Spotify non si riveli però come le tante playlist della piattaforma: accattivante e vincente nei primi minuti ma incredibilmente noiosa e piatta andando avanti nella riproduzione. Tra 34 giorni il responso.

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