SeeyouSound Torino: tutti i vincitori della quinta edizione

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Si è conclusa domenica 3 febbraio presso il Museo del Cinema Seeyousound Torino Music Film Festival, importante e fortunata rassegna giunta alla sua quinta edizione che ha allietato per 10 giorni la città della Mole con 58 proiezioni, sonorizzazioni, spettacoli e otto ore di live in sala, raccogliendo una grande partecipazione di pubblico, in netta crescita rispetto agli anni scorsi.

Nello specifico sono stati registrati dieci eventi sold out, tra cui l’opening di venerdì 25 gennaio con il documentario “Symphony of Now” e il live set di Alex.Do, il tanto atteso Lords Of Chaos con ben tre proiezioni e per Rude Boy, vincitore tra l’altro del premio Best Documentary. Importante ricordare anche il grande successo per il film sul tanguero argentino Astor Piazzola e il documentario sulla band genovese Ex-Otago (pronta a debuttare sul palco dell’Ariston questa settimana).

L’edizione numero cinque di Seeyousound Torino Music Film Festival ha avuto in concorso 44 titoli, divisi in 5 sezioni: Long Play Feature (lungometraggi di finzione) Long Play Doc (Documentari), 7inch (Cortometraggi) e Soundies (Videoclip). Riportiamo di seguito i vincitori e le motivazioni:

Long Play Feauture  (premio in denaro di 1000 €)

Gunderman  di Andreas Dresen (Germania, 2018)

Motivazione: La giuria ha apprezzato il pungente lavoro sul trattamento del suono e della colonna sonora e su come le canzoni di Gundermann sono state utilizzate in supporto alla narrazione. La giuria è stata anche particolarmente colpita dalla performance di Alexander Scheer, mentre recita e canta (e suona la musica di) Gerhard Gundermann. È anche un film sulla memoria di sé stessi, i suoi trucchi e le sue trappole. Ma soprattutto, è una concisa riflessione sul ruolo dell’artista – e dell’uomo comune -, non solo nella paranoia che ispira i sistemi repressivi, ma nella società in generale.

Long Play Doc (premio in denaro di 1000 €)

Rude Boy. The Story of Trojan Records di Nicolas Jack Davis (UK, 2018).

Motivazione: Attraverso la storia cinquantennale di un’etichetta musicale, la Trojan Records, Davis racconta il fondamentale contributo che la comunità caraibica e la musica rocksteady, reggae, ska e dub hanno saputo infondere alla cultura britannica. Con una sapiente ricostruzione narrativa e visiva, il film illumina un angolo meno celebrato della rivoluzione musicale e giovanile degli anni sessanta e settanta, ma altrettanto importante e ancora vitale.

7 Inch Short Films (premio in denaro di 500 €)

Juck di Olivia Kastebring, Julia Gumpert, Ulrika Bandeira (Svezia, 2017)

Motivazione: Juck è un esercizio audiovisivo, in cui il documentario, la finzione, la musica e il discorso femminista sono perfettamente mescolati. Questo cortometraggio cattura lo stato dell’animo del tempo. Così diretto da rasent l’insolenza e scomodamente provocatorio, nel mondo di Juck la donna possiede la propria sessualità e la usa per prendere il potere. Juck è una dichiarazione per tutti. Ma in particolare è un film fatto da una donna, su una donna, per la donna. Propone un discorso in cui il corpo femminile occupa lo spazio pubblico. Il concetto del femminile si trasforma, attraverso un rituale, dall’intimo al pubblico alla ricerca di una trasformazione sociale, nella quale siamo tutti invitati. Il gruppo direttivo tutto al femminile formato da Bandeira, Gumpert e Kastebring ha uno stile di lavoro ben definito. Originale, innovativo, eccitante, coinvolgente, forte, Juck mostra in modo brillante la lotta delle donne per cambiare il mondo.

Soundies (premio in denaro di 500 €)

Yesterday’s wake (Son Lux) di Marek Partyš (Usa / Repubblica Ceca, 2018)

Motivazione: Il video musicale vincente, scelto all’unanimità, mescola meticolosamente il commento sociale con la video arte. I suoni e il ritmo della canzone, le parole del testo e le immagini del video si uniscono magnificamente e si completano a vicenda in modo profondo e potente. In quest’opera, con la sua potente atmosfera estetica e ipnotica, il regista ha dimostrato di saper dominare l’arte del video musicale, ma ha anche sfidato le convenzioni con le sue immagini uniche e il suo ispirato montaggio, rappresentando perfettamente la natura specifica di un video musicale.

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