Settimana Internazionale della Critica: Sette film per sette paesi

Eccezionale combinazione di prime mondiali quest’anno alla 23. Settimana Internazionale della Critica, la rassegna ospitata dalla 65. Mostra del Cinema di Venezia, che si svolgerà dal 28 agosto al 5 settembre. Alla conferenza stampa per la presentazione del programma questa mattina al Cinema Quattro Fontane di Roma, hanno preso parte tra gli altri il Presidente del Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici Bruno Torri, che ha ringraziato tutti i collaboratori e i finanziatori della SIC tra cui il Gruppo Bnl e la Regione Veneto, e l’intera commissione selezionatrice dei film in concorso, il cui Delegato generale Francesco Di Pace ha illustrato i punti cardine della prossima edizione.
Come da tradizione, la Settimana si ripropone lo scopo di scoprire nuovi talenti, presentando una selezione di lungometraggi d’esordio, ma per il 2008 si annuncia un’ importante e succulenta novità: tutti e sette i film scelti per il concorso sono infatti primissime, film mai mostrati nemmeno nel loro paese d’origine. Tanto che l’unico film già visto in patria, il norvegese “Lonsj” (“Lunch”), è stato escluso dalla competizione e sarà presentato come film d’apertura.[PAGEBREAK] L’attenzione dei selezionatori si è rivolta in gran parte a paesi e cinematografie meno esplorate, a cominciare dal film bosniaco “Cuvari Noci” (“Guardiani di Notte”), commedia stralunata, ricca di humour nero, che ci offre uno sguardo sulla vita dopo la guerra nella ex-Jugoslavia. Altro film interessante e proveniente da una zona cinematograficamente poco visitata è il malese “Sell Out!” (“Vendi!”), il film più pazzo in concorso, un musical satirico sulla globalizzazione e il degrado dei media. Troviamo poi l’Afghanistan di “Kabul Kid” (“Il Bambino di Kabul”), film prodotto dalla Francia ma che il regista, un afghano rifugiato a Parigi dall’età di 15 anni, ha interamente girato a Kabul, città che, seppur distrutta dalle bombe, scopriamo piena di voglia di ricominciare, come il suo protagonista, un tassista che si ritrova un neonato abbandanato nella vettura. Film molto neorealista, che ci restituisce una visione della città dall’interno. La Turchia è invece rappresentata da “Iki Cizgi” (“Due Linee”), e anche in questo caso siamo di fronte a una piccola storia che ci pone davanti a grandi problematiche: il ritratto di una coppia nella Istanbul contemporanea, in una società alle prese coi cambiamenti indotti dalla modernizzazione e dal contatto con l’occidente.
Ci sono poi le conferme, con paesi come la Francia, che presenta “L’Apprenti” (“L’Apprendista”), un documentario, ma di finzione, costruito intorno alla figura di un ragazzino di 15 anni che ha il sogno di diventare agricoltore. Siamo decisamente dalle parti dell’ultimo Cantet, trionfatore a Cannes. E ancora, è presente la Cina con “Huanggua” (“Cetriolo”), di un giovane regista dell’ultima generazione. Film di estrema raffinatezza stilistica, eppure mai fine a sé stessa, ma sempre orientata a darci un ritratto della Cina di oggi e delle sue contraddizioni.[PAGEBREAK] E veniamo agli italiani. Il concorso ci riserva un piccolo film,”Pranzo di Ferragosto”, di Gianni Di Gregorio, un esordiente non giovanissimo ma sicuramente appassionato, e coraggioso nel proporre una commedia amara sulla vecchiaia. Prodotto da Matteo Garrone, anch’egli stamane in conferenza, il film è stato presentato come perfetto esempio di cinema indipendente e artigianale. Il regista, visibilmente commosso, ha raccontato l’esperienza personale che lo ha spinto a inscenare questa storia totalmente autobiografica, nonché a impersonare il ruolo del protagonista.
Il secondo titolo italiano è stato invece scelto come film di chiusura, fuori concorso: ancora un esordiente, il giovanissimo Pippo Mezzapesa, ancora una commedia nera, questa volta però sottoforma di documentario: la vita e le gesta di un personaggio reale, “Pinuccio Lovero”, filosofo pugliese con il sogno di diventare becchino. Mezzapesa riconosce che “Il merito del film è tutto nel suo personaggio, un piccolo uomo ma di grandi utopie, che sembra una sintesi di tutti i protagonisti dei miei corti precedenti“.[PAGEBREAK] Nel complesso si nota una propensione alla commedia, anche se i toni leggeri lasciano spesso spazio alla riflessione amara e nascondono storie ai limiti della tragedia. Tutti i giovani autori scelti esplorano la realtà sociale che li circonda, magari partendo da una piccola storia, ma molto rappresentativa di un clima e una cultura. I sette film in competizione concorrono per il Premio S.I.C., aggiudicato da una giuria di tre critici internazionali non ancora nominati, e insieme ai due film fuori concorso e a tutti gli altri lungometraggi d’esordio presentati dalla Mostra saranno valutati anche per il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”.
Per la seconda giornata di rassegna è stato annunciato un evento-commemorazione dedicato a Kim Arcalli, in occasione dei trent’anni dalla morte del montatore e sceneggiatore veneziano. Il 29 agosto verrà infatti presentata la riedizione del libro “Kim Arcalli: montare il cinema”, a cura di Enrico Ghezzi e Marco Giusti. Seguirà la proiezione del film “Arcana” di Giulio Questi, nella versione originale montata da Arcalli.Fonte: Conferenza Stampa

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